Non facciamo un bilancio complessivo dell’assemblea ecumenica, ma solo una valutazione come ha affrontato, nelle sue conclusioni, i temi della pace e dei poveri. - Colpisce la prospettiva tutta sociologica e politicista, quasi che il problema della pace sia una questione degli stati e dunque esterna alla vita delle chiese, che non si sente messa in questione.
Un’ottica in cui nessun atto propriamente ecclesiale sembra abbia un rilievo per la pace: la predicazione del Vangelo, la testimonianza dell’amore ai nemici e del perdono, la carità vissuta appaiono estranee alla responsabilità delle chiese di fronte alla pace.
Notiamo un velo di reticenza sul ruolo che le chiese hanno avuto nell’alimentare i conflitti con una predicazione e una prassi più obbedienti al mito dell’etnia e all’i…
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