Cammini per le strade di Buenos Aires e nulla sembra darti l'impressione di un paese al bordo di una rivoluzione, come l'anno scorso. Ci sono cortei di piqueteros, cortei contro la guerra, ma nessuna traccia di quelli che solo un anno fa gridavano “que se vayan todos” (se ne vadano tutti). Pochi i cacerolazos, e dappertutto i manifesti elettorali che propongono Menem come uno dei candidati alle prossime elezioni presidenziali, il 27 aprile. Menem, addirittura, è propagandato con uno slogan che dice: “un marchio registrato”. Vale a dire, una garanzia di governabilità. Sembra uno scherzo.
E i politici a cui si gridava di andarsene? Sono ancora al governo.
Dal “que se vayan todos” – qualcuno dice – si è passati al “se han quedado todos” (sono rimasti tutti). Ma in città si è ripreso a…
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