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Interno Giapponese LibroNel lontano 1551 padre Cosma de Torres, gesuita, raccomandava ai suoi confratelli in Giappone non soltanto diessere pazienti, saggi, prudenti e umili, ma soprattutto di “essere esercitati nel meditare, perché i più fra questi padri e laici [buddhisti] dedicano quasi tutta la loro vita a quest’esercizio”. Mi è ritornato alla mente questo antico scritto mentre assaporavo le pagine di Tiziano Tosolini, missionario saveriano in Giappone, percependo come dietro le sue riflessioni, nate come occasionali e poi raccolte nel libro che presentiamo, vi fosse un quotidiano esercizio nel meditare, un’assidua fedeltà al pensare.

Il libro è composto da una raccolta di brevi saggi, che trattano di alcuni aspetticulturaliereligiosi del Giappone odierno. Ogni tema presentato è sorto come risposta a interrogativi del momento, a problematiche che nascevano dal continuo contatto dell’autore con un modo di pensare e di vivere diverso, dalla curiosità di capire la misteriosità del loro significato e, infine, dal desiderio di scoprire come il messaggio cristiano possa entrare in dialogo con queste manifestazioni.

I saggi sono come dei piccoli tasselli che, se presi individualmente, rivelano solo un aspetto parziale e incompleto della realtà trattata, ma se sapientemente incastonati in un insieme possono offrire una visione più ampia, rispettosa e omogenea, del complesso e affascinante fenomeno religioso e sociale giapponese. Il carattere non sistematico del volume è in questo senso da cogliere non come una limitante e negativa frammentarietà, ma come l’eco di un modo di procedere del pensiero e del discorso tutto orientale: per frammenti appunto, per fugaci istantanee, per effimeri panorami che si aprono improvvisamente alla vista e al pensiero per poi richiudersi altrettanto improvvisamente…

Come nazuma, piccole piante dal fiore modesto che si “impongono” con la loro fragilità, direbbe il grande poeta di haiku Basho (1644-1694): “Quando meno te lo aspetti / scopri un nazuma in fiore / sotto la siepe”. In tutte le pagine emerge il desiderio profondo di conoscere i giapponesi, di “ascoltare e decifrare le loro interpretazioni del mondo”, di lasciarsi“avvolgere dal desiderio di riflettere sui consueti e normali aspetti della loro esistenza interagendo e dialogando con essa”, nonché di incontrare concretamente l’altro, in un incontro evangelicamente fecondo, come esplicita l’autore nella sua conclusione al libro: “È qui, da questo incontro concreto con l’altro, che la profondità e la grandezza di una cultura diversa può essere avvicinata e investigata con rispetto. E infine è qui che il messaggio evangelico può incarnarsi in una parola comprensibile che si rivolge a coloro che desiderano sperimentarla… trasmettendo loro la dolcezza e l’amore di un Dio che accoglie e ricrea qualsiasi cultura” (pp. 205-206).

Consigliato a chi voglia lasciarsi guidare, attraverso la sapienza e l’esperienza dell’autore, ad avvicinarsi al mondo giapponese con curiosità ma in punta di piedi, con la stessa delicatezza e rispetto per il suo mistero che ogni vero incontro con l’alterità richiede, e che l’approccio dell’autore ben testimonia. Non a caso molti dei saggi terminano non asserendo delle inossidabili conclusioni, ma ponendo delle domande o lasciando frasi in sospeso:

sono cioè aperti a un Senso ulteriore, a una Verità chesempreci trascendee non si è mai terminato di ricercare.


di: MATTEO NICOLINI-ZANI, Monastero di Bose.



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