Skip to main content

INCONTRARSI AL CUORE / UN DIALOGO CRISTIANO-BUDDHISTA

Condividi su

Questo libro, piccolo di mole ma ricco di riflessioni e di proposte, costituisce un buon esempio di dialogo interreligioso, più concretamente di dialogo tra un buddhista e un cristiano, due persone entrambe immerse nella propria tradizione religiosa, ma, anche, attente alla tradizione religiosa dell’altro e, in qualche modo, in dialogo con l’altro.

Dico “in qualche modo” non in senso diminutivo del valore e del senso del sostantivo “dialogo”, ma per sottolineare un elemento che è proprio del dialogo stesso, ossia la modalità diversa di riflettere, conversare, discutere, incontrarsi – se è il caso – sull’argomento affrontato dalle due parti.

Questa diversità di approccio messa in pratica in questo dialogo tra Mauricio Y. Marassi e Matteo Nicolini-Zani, è quanto più mi ha interessato e più – credo – rende interessante l’opera. Certamente anche il contenuto del discorso, sopra l’agàpe/amore/compassione e karuna/maitri/ahimsa, e il ruolo che questa virtù può e deve avere nel dialogo e nell’incontro tra persone di religione diversa è di grande interesse; e costituisce la proposta centrale che viene portata avanti specialmente da Nicolini-Zani.

Ma, e qui entriamo in quanto a mio parere costituisce l’aspetto più interessante dell’opera, Y. Marassi fa giustamente notare che la proposta avanzata dal cristiano risente di una sua assolutizzazione del proprio punto di partenza, ossia della propria esperienza religiosa, ed è per lui come un giocare in casa (cfr. pp. 88-89).

Nell’esposizione del tema e nel confronto su di esso si nota chiaramente come Nicolini-Zani tenda a proporre con determinazione il suo pensiero e Y. Marassi tenda invece a richiamare, giustamente, alla diversità dell’impostazione dell’argomento. Mentre infatti Marassi situa la trattazione del tema all’interno dell’intera visione buddhista (cfr. pp. 37- 73) e fa presente la diversità di approccio alla questione da parte del buddhismo, Nicolini-Zani entra direttamente in merito al tema e concentra su di esso la sua attenzione.

Ancora, mentre Nicolini-Zani non avanza osservazioni critiche del buddhismo o di qualche suo aspetto, Marassi non esita a far presente quanto per lui costituisce un problema o addirittura una contraddizione nell’approccio cristiano all’argomento (cfr. per esempio pp. 96-105).

Mi sono soffermato su questi momenti – certamente secondari nell’insieme dell’opera – per attirare l’attenzione, e quasi documentare, quello che sopra ho detto essere il pregio maggiore dell’opera e, a mio parere, l’elemento che ne fa un ottimo esempio di dialogo, ossia la diversità del metodo, la diversità dell’approccio, non solo riguardo al tema, ma anche al senso e alla dinamica del dialogo.

È proprio questa “diversità” nel modo di concepire il dialogo e di entrarvi che, a mio parere, rende questo volume un ottimo esempio di dialogo. Troppo spesso, infatti, si intende il dialogo come un voler ridurre le differenze ad ogni costo, come se fossero un ostacolo al dialogo.

Certo l‘atteggiamento di comprensione intelligente e ben disposta verso l’altro, l’empatia, l’amicizia, l’incontro al cuore, sono una indispensabile premessa per un vero dialogo; ne sono parte vitale.

Ma, oso dire, ne sono solo l’inizio. L’incontro nella carità è parte di quel dialogo che comporta anche un comune, condiviso, sofferto e vissuto insieme, confronto con la verità. È proprio nel saper accettare le differenze e convivere amorevolmente con esse che si entra nel vivo del dialogo interreligioso, come cammino. Ed esso prosegue con un rispettoso ma sincero interrogarsi a vicenda, stimolarsi, e, se occorre, contrapporsi con chiarezza, proprio perché l’amore dell’altro e della verità, insieme, fanno la vivacità, la bellezza, la ricchezza del dialogo.

Per cui, paradossalmente, nella lettura del volume, mentre mi sono trovato, ovviamente in piena sintonia con i contenuti di Nicolini-Zani, al tempo stesso, mi sono sentito dalla parte di Y. Marassi quanto alla metodologia, alla cautela, all’accuratezza del processo dialogico.

Sì, questo libro costituisce un ottimo esempio di dialogo per l’argomento trattato, centrale per un cammino condiviso tra le due tradizioni spirituali, ma anche per la diversità del metodo, complementare e rivelatore delle diversità di approccio al tema nelle due tradizioni religiose! E, proprio per questo, stimolante, vivace.

Viene subito il desiderio, anzitutto, di aiutare il partner a comprendere meglio le posizioni dell’altro: nel caso di Y. Marassi, aiutarlo ad interpretare meglio le citazioni bibliche che gli fanno problema (pp. 98-104) o, nel caso di Jiso Forzani, che scrive l’Introduzione, a specificare meglio certe generalizzazioni che si prestano a interpretazioni diverse e quindi non aiutano i partner a capirsi bene (come alle pp. 17-20).

Sì, la fedeltà alla propria tradizione insieme alla profondità del discorso nutrono il dialogo, lo scambio, il confronto, e aprono nuovi cammini.

Chi partecipa al dialogo tra buddhisti e cristiani o vi è interessato troverà la lettura istruttiva, arricchente sotto entrambi gli aspetti: un approfondimento dei contenuti delle due tradizioni religiose e una diversa modalità di esporli, una diversa metodologia nel pensare e vivere l’incontro stesso.


  • (Franco Sottocornola - Centro di dialogo interreligioso Shinmeizan (Giappone)


Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.

Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito