IL PRIMO NATALE CON PASTORI EBREI E MAGI IRANIANI
Come celebrare il Natale insieme oggi, ebrei e iraniani? È l’invito della lettera natalizia di Giuseppe Morotti, già piccolo fratello del Vangelo in Iran. Un invito-provocazione che viene dal primo Natale, di Betlemme, dove gli angeli convocarono i pastori ebrei della Giudea e una stella guidò i magi dalla lontana Persia.
IL PRIMO NATALE CON PASTORI EBREI E MAGI IRANIANI
DI GIUSEPPE MOROTTI
BOLZANO, 10 DICEMBRE 2024
A Betlemme furono convocati dagli angeli anzitutto i pastori ebrei della Giudea, ma, guidati da una stella, giunsero anche i magi dalla Persia. Che coincidenza, ebrei e iraniani, prima di tutti gli altri, celebrano insieme il primo Natale! Perché non ricelebrarlo insieme anche quest’anno, ebrei e iraniani – cui potrebbero aggiungersi libanesi, palestinesi, siriani, ucraini e russi, che per giunta si professano cristiani –, con le medesime disposizioni di pace? Perché i nostri Stati e le superpotenze economiche e finanziarie, anziché scommettere sul riarmo, non scommettono sulla diplomazia, sul dialogo, sul diritto internazionale e sull’Onu per promuovere la pace nel mondo?
Conosciamo più gli ebrei, la loro religione e storia attraverso la Bibbia, meno i magi della Persia. Conoscere meglio questi ultimi, come ho avuto la fortuna di fare nei miei dieci anni in Iran, potrebbe contribuire a renderci più consapevoli di ciò che i due popoli hanno avuto e hanno in comune, tra loro e con noi. La religione dei magi, il mazdeismo, fu fondata da Zaratustra nel 630 a.C. La tradizione ne descrive la nascita come un evento miracoloso. La casa materna fu avvolta per tre giorni e tre notti da una nube di fuoco e fu concepito un figlio per intervento di Dio. Per questo il fuoco è dai mazdeisti venerato come divino. Per lo stesso motivo essi pregano rivolti verso il sole. Sono i primi astrologi della storia e l’evangelista Luca pone come loro guida una stella.
Zaratustra, ventenne, si rifugiò sulle montagne per dieci anni, forse venti, in solitudine, fino a quando, secondo la tradizione, uno spirito celeste gli apparve e lo guidò al cospetto di Mazda, il dio principale della sua tribù, che gli si rivelò come unico Dio, principio del Bene, lontano dalle passioni umane a cui erano soggetti gli dei tribali. A Zaratustra fu rivelata anche la volontà divina di aiutare gli uomini a mantenersi sulla via del Bene, grazie all’invio di un profeta, lo stesso Zaratustra, riconosciuto tale solo da una minoranza, fino a quando gli angeli avrebbero suonato le trombe del giudizio universale. Allora, gli spiriti di tutti gli umani sarebbero risorti per render conto della loro accettazione o meno dell’invito del profeta a praticare il Bene. Ai fedeli sarebbe stata riservata la vita eterna nel paradiso, agli altri l’eterno tormento dell’inferno.
Due sono i principi del vero credente, “laboriosità e onestà”, ben sintetizzati da due celebri massime: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” e “Buoni pensieri, buone parole, buone opere”. Con tali principi, i mazdeisti sostengono la parità di genere, il rispetto delle altre religioni, la cura dell’ambiente, degli animali, il rigetto della schiavitù e di ogni violenza, il diritto di proprietà e la libertà di scegliere dove dimorare. La guerra è lecita solo per difendere la patria o abbattere dei tiranni. Sceso dalle montagne, Zaratustra iniziò a diffondere tali rivelazioni, che i seguaci raccolsero in un libro, Avesta (il fondamentale). Il re Vistaspa abbracciò la nuova religione, insieme al suo popolo. Ma i nobili e i sacerdoti, sentendosi minacciati, si ribellarono al re e gli dichiararono guerra, la prima guerra di religione, in cui Zaratustra morì di spada, nel 553 a.C., all’età di 77 anni. Tutto sembrava compromesso quando provvidenzialmente Ciro il grande, re persiano, adottò il mazdeismo come religione del suo impero. La carica morale e i dogmi riguardanti l’esistenza di Satana come rivale di Dio, il diluvio universale, la risurrezione dei morti, il giudizio universale con l’inferno e il paradiso, furono adottati dagli ebrei, a partire dal 539 a.C., quando Ciro li dichiarò liberi, caldeggiandone il ritorno a Gerusalemme. Il mazdeismo è stata la religione del Medio Oriente per più di un millennio, fino all’avvento dell’islam, nel 620 d.C. I musulmani imponendo ai mazdeisti un’ingente tassa, li ridussero a non più di 300mila fedeli, sparsi in tutti i continenti.
Questa breve sintesi della loro storia può renderci più consci del tanto che i due popoli hanno avuto e hanno in comune tra loro e con noi. Un motivo in più per fare il possibile, affinché i prossimi Natali siano celebrati nuovamente insieme, come fecero i pastori ebrei e i magi persiani. Il Natale o è per tutti o per nessuno.







