Comincio la mia riflessione riandando a quello che è stato il cambiamento della settimana di preghiere per l’unità dei cristiani fin dal ’37, cioè, negli anni in cui l’abate Paul Couturier proponeva di pregare per l’unità e di adeguarsi al “quando” e al “come” di Dio, cioè, alla sua volontà. Questo vale ancora di più nel rapporto con le altre religioni. Per il “quando”, dobbiamo avere l’umiltà di dire:
“Comincerò senza vederne gli effetti”; e non solo il singolo missionario, ma anche una congregazione, una parrocchia, la Chiesa intera. E così anche per il “come”.
Quale dialogo è maturo oggi?
Per rispondere al grande problema dell’unità nella differenza, è giusto guardare a Dio stesso, uno e trino. Se poi osserviamo la creazione in cui si è manifestato, scopriamo che l’unità è…
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