FRANCESCO AL II INCONTRO MONDIALE DEI MOVIMENTI POPOLARI
- MAURO CASTAGNARO, Specialista di America latina
- 21 agosto 2015
Mi pare necessario riprendere alcuni passaggi significativi del discorso di papa Francesco al II Incontro mondiale dei movimenti popolari (Emmp), in Bolivia, dello scorso luglio. Il primo è il richiamo alle Chiese locali a rafforzare i legami con questi movimenti: “Mi rallegra molto vedere la Chiesa con le porte aperte a tutti voi, mettersi in gioco, accompagnare e programmare in ogni diocesi […] una reale collaborazione, permanente e impegnata coi movimenti popolari. Vi invito tutti, vescovi, preti e laici, comprese le organizzazioni sociali nelle periferie urbane e rurali, ad approfondire tale incontro”.
Sapranno diocesi e parrocchie articolare la chiara “scelta di campo” a favore dei poveri che si organizzano e lottano, indicata nel 2014 a Roma da Francesco nel I Emmp? Il secondo elemento è l’enfasi sul fatto che le questioni sociali ed ecologiche affrontate dai movimenti hanno un’unica radice nel sistema capitalista o tecnocratico: “Mi avete informato sulle molte esclusioni e sulle ingiustizie subite in ogni attività di lavoro, in ogni quartiere, in ogni territorio. Sono molte e diverse come molti e diversi sono i modi di affrontarle. Vi è, tuttavia, un filo invisibile che lega ciascuna di queste esclusioni. Siamo in grado di riconoscere che queste realtà distruttive rispondono ad un sistema globale che ha imposto la logica del profitto ad ogni costo, senza pensare all’esclusione sociale o alla distruzione della natura?”.
Il papa dichiara poi la sua fiducia nelle potenzialità dei poveri per cambiare il mondo: “Cosa posso fare io, raccoglitore di cartoni, raccattatore, riciclatrice, di fronte a problemi così grandi, se appena guadagno quel tanto per mangiare? Cosa posso fare io artigiano, ambulante, trasportatore, lavoratore escluso se non ho nemmeno i diritti dei lavoratori? Cosa posso fare io, contadina, indigeno, pescatore che a malapena posso resistere all’asservimento delle grandi imprese? Cosa posso fare io dalla mia borgata, dalla mia baracca, dal mio quartiere, dalla mia fattoria quando sono quotidianamente discriminato ed emarginato? Che cosa può fare questo studente, questo giovane, questo militante, questo missionario che calca quartieri e luoghi con un cuore pieno di sogni, ma quasi nessuna soluzione ai miei problemi?
Voi, i più umili, gli sfruttati, i poveri e gli esclusi, potete fare e fate molto. Oserei dire che il futuro dell’umanità è in gran parte nelle vostre mani, nella vostra capacità
di organizzare e promuovere alternative creative nella ricerca quotidiana delle ‘tre T’ (Trabajo, Techo, Tierra: lavoro, casa, terra) e nella vostra partecipazione attiva ai grandi processi di cambiamento, nazionali, regionali e globali”. Infine, il papa propone tre compiti ai movimenti: mettere l’economia al servizio dei popoli, unire i popoli nel cammino della pace e della giustizia, difendere la Madre Terra. Un programma che richiede una spiritualità. Saprà la Chiesa contribuirvi?
Elena Negri ci scrive che non rinnova l’abbonamento per motivi di “anzianità”. Ci ha colpito la sua voglia di continuare come cristiana “missionaria”, che senz’altro la manterrà giovane nello spirito, e la sua preghiera per il nostro impegno missionario. E se Elena, con il suo spirito missionario, ci aiutasse a trovare un nuovo abbonato tra i suoi parenti e amici?
E SE ELENA CI AIUTASSE A TROVARE UN NUOVO ABBONATO?
- ELENA NEGRI
- Lodi, 10 agosto 2015
Carissimi di “Missione Oggi”, la presente per comunicarvi che non rinnoverò l’abbonamento alla rivista per motivi legati alla mia “anzianità”. Rinnovo sempre comunque il mio impegno di cristiana “missionaria” pregando anche per un fruttuoso vostro impegno di evangelizzazione. Con stima.
A PADOVA UN MESE DEDICATO ALLA CUSTODIA DEL CREATO
- PADRE ADRIANO SELLA
- Coordinatore nazionale della Rete interdiocesana nuovi stili di vita
- Commissione diocesana nuovi stili di vita
- Padova, 24 giugno 2015
- nuovistilidivita@diocesipadova.it
- www.reteinterdiocesana.wordpress.com
Cari amici saveriani, Laudato si’.
Voglio condividere con voi la gioia di aver partecipato alla presentazione ufficiale dell’enciclica Laudato si’, su invito personale del card. Peter Turkson. Il Pontificio Consiglio della giustizia e della pace conosce la nostra pastorale dei nuovi stili di vita come diocesi di Padova e come Rete interdiocesana nuovi stili di vita. Voglio manifestare la mia gioia per il dono dell’enciclica Laudato si’, che ci darà un appoggio importante per continuare il nostro impegno per la custodia del creato.
Papa Francesco dichiara: “Voglio mostrare fin dall’inizio come le convinzioni di fede offrano ai cristiani, e in parte anche ad altri credenti, motivazioni alte per prendersi cura della natura e dei fratelli e sorelle più fragili. Se il solo fatto di essere umani muove le persone a prendersi cura dell’ambiente del quale sono parte, ‘i cristiani, in particolare, avvertono che i loro compiti all’interno del creato, i loro doveri nei confronti della natura e del Creatore sono parte della loro fede’” (n. 64).
Condivido con voi dal 2006 l’impegno per la custodia del creato della diocesi di Padova, mediante la Commissione diocesana nuovi stili di vita. Solo la nostra diocesi ha non solo una giornata, ma un mese dedicato alla custodia del creato: novembre, con l’esperienza dei missionari del creato. Inoltre, è una delle poche diocesi con una pastorale ben strutturata sui nuovi stili di vita. Tante diocesi s’ispirano al nostro progetto e alle nostre pubblicazioni e laboratori...







