DOPO IL CONCILIO L’ECUMENISMO NON È PIÙ UN HOBBY
In questo numero e nel prossimo riportiamo la relazione di M. Menin “Cristiani divisi: in cammino verso l’unità visibile” (Parma, gennaio 2002).
Già Soloviev metteva in guardia i cristiani da un cristianesimo idealistico, che non si fa carico della dimensione storica delle divisioni.
L’ecumenismo è ben più di una semplice strategia per affrontare le nuove sfide dell’umanità.
L’unità visibile con l’Oriente vuol dire anche riscattare una diversità e pluralità all’interno della chiesa.
Nel prossimo numero, la 2ª parte parlerà delle relazioni con le chiese della Riforma e degli impegni ecumenici all’inizio del 3°millennio.
Ringrazio per l’invito e l’opportunità che mi si dà di parlare su un tema, l’ecumenismo, che sento ormai come parte integrante e costitutiva del mio essere cristiano…
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