La parola “speranza” è forse la più usata del suo vocabolario, forse ancor più di “pace”, di “poveri”, temi ai quali egli dedicava peraltro tutti i suoi pensieri.
I dodici anni che ci separano dalla scomparsa di don Tonino Bello (1935-1993), se da un lato consentono di misurare la larga messe di affetti e ricchezza spirituale che egli ha lasciato anche tra chi non ha avuto il privilegio di conoscerlo, dall’altro rappresentano un periodo abbastanza consistente per far distillare il valore del suo insegnamento, riflettere sulle linee portanti della sua pastorale di sacerdote e di vescovo, per raccoglierne l’eredità spirituale.
È un lavoro che in parte è già cominciato da parte di studiosi e di amici desiderosi di fissare in modo non emotivo, casuale, i grandi temi del suo magistero, espre…
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