Molti progetti furono avviati in quegli anni e affidati a compagnie occidentali, che possedevano il know-how necessario per la costruzione di porti, aeroporti, oleodotti. Mancando la manodopera locale qualificata, le compagnie reclutarono lavoratori anzitutto dalle vicine nazioni arabe, come la Giordania e l’Egitto, e poi dai paesi asiatici.
Le prime nazioni asiatiche a stabilire un programma di esportazione di manodopera verso il Medio Oriente furono l’India e il Pakistan. In breve, il flusso annuale superò le 300mila unità e questi paesi cominciarono a dotarsi di una struttura per gestire il fenomeno. Come è tipico nei flussi migratori, si creò una specializzazione anche geografica, esemplificata dal caso dell’India, dove oltre la metà dei migranti verso il Medio Oriente ha origine dal…
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