DALLO STATUTO DI ROMA ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE
La fase critica che attraversa il diritto internazionale contemporaneo ha in qualche misura incrinato l’autorevolezza della Corte penale internazionale (Cpi), l’organizzazione che forse meglio rappresenta l’aspirazione diffusasi sul finire del secolo scorso verso un ordine giuridico internazionale solidale a sostegno della promozione e difesa di valori fondamentali della società internazionale, in specie a contenuto umanitario. Per rispetto del principio di legalità, le fattispecie oggetto della competenza della Corte sono enunciate negli articoli 5 ss. del suo Statuto, vale a dire crimine di genocidio, contro l’umanità, di guerra nonché di aggressione. Queste fattispecie penali universali sono ben radicate nella prassi internazionale, perché enunciate nella Carta delle Nazioni Unite o in…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.
Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.







