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Mercoledì 11 giugno “Missione Oggi” ha ospitato a Brescia, nella rassegna estiva del “Teatro dell’Anima” l’attore e regista Elio Germano, che si è esibito in una lettura scenica, “Tra gli impuri... mi sono purificato”, dedicata allo zio Antonio Germano, missionario saveriano tra i fuori casta in Bangladesh. L’evento è stato possibile grazie anche alla mediazione dello zio missionario, che è stato contentissimo dell’exploit bresciano del nipote Elio, anche se fino a luglio non aveva visto neppure una briciola per il suo popolo Das! Nel frattempo è arrivata in redazione la sua lettera, con gli auguri di Ferragosto, testimoniando che qualche “briciola” è arrivata! Anche noi, dalle pagine di “Missione Oggi” ringraziamo gli amici e benefattori di p. Antonio Germano Das. Le “briciole” serviranno per costruire due scuole nei villaggi di Pattra e Borenga.

AUGURI DI FERRAGOSTO DAL BANGLADESH
P. ANTONIO GERMANO DAS
CHUKNAGAR, 7 AGOSTO 2025

Carissimi amici, per non dimenticarvi e non dimenticarci, mi rifaccio vivo in questo periodo, che tradizionalmente in Italia porta il nome di Ferragosto, per augurarvi un sano e meritato riposo. Voglio anzitutto ringraziarvi per la generosità con cui avete risposto al mio ultimo appello per la costruzione delle due scuole nei villaggi di Pattra e Borenga. Qui siamo nel pieno della stagione delle piogge e metteremo mano alla costruzione appena ne saremo fuori. 

Portiamo ancora vivo dentro di noi lo spettacolo di fede della fiumana di giovani, pellegrini di speranza nel cuore della cristianità (a Roma). La loro esplosione di gioia e di entusiasmo accende un filo vivo di speranza in questo particolare momento storico dilaniato dall’odio e dalle guerre. I testi liturgici della domenica appena trascorsa, aprendo con la celebre espressione di Qoelet (“Vanità delle vanità... Tutto è vanità”) e concludendo con la parabola del ricco stolto e illuso, sono un invito a riflettere sul significato della nostra vita.

Proprio in questi giorni, leggendo l’ultimo numero della rivista indiana di teologia, Vidyajyoti, trovavo questo aneddoto, semplice, ma pieno di significato: «Un turista statunitense visitò il famoso rabbino polacco Hofetz Chaim. Rimase stupito nel vedere che la casa del rabbino era solo una semplice stanza piena di libri. Gli unici mobili erano un tavolo ed una panca. “Rabbino, dove sono i suoi mobili?”, chiese il turista. “E dove sono i suoi?”, rincalzò Hofetz. “I miei? Ma io sono di passaggio. Sono solo un visitatore”. “E così anch’io!”». Questo aneddoto mi richiama alla mente un’altra citazione: “L’uomo che accumula per sé spegne da solo il proprio domani. Chi dice a sé stesso: riposati, mangia, bevi, godi, vive senza mistero, senza sapere che essere cristiano è l’inquietudine più alta dello spirito, è l’impazienza dell’eternità, in un mondo che crocifigge l’amore” (Søren Kierkegard).

Dinanzi a noi risplende l’immagine fulgida della Madonna Assunta in Cielo, che celebriamo proprio a metà agosto. Anche questo mistero di fede ci ricorda la meta del nostro pellegrinaggio, un viaggio che facciamo insieme, la mano nella mano, senza distinzione di religione, di razza e di colore. “La religione non ha senso se è priva di giustizia, il culto è magia se non è sostenuto da un impegno sociale per la giustizia” (card. Gianfranco Ravasi).



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