
From the Editor’s Desk
“The Tablet” – 11 luglio 2015
Le economie si espandono quando i consumatori hanno denaro da spendere; quando questi non ne hanno, le economie si contraggono. Questa è una verità economica chiaramente afferrata dal Cancelliere dello Scacchiere (il ministro delle finanze George Osborne – n.d.t.), ma sembra invece essere assente dal pensiero di coloro che hanno in corso trattative con il governo greco.
Tale contrasto potrebbe addirittura spiegare perché i recenti commenti di Osborne sulla crisi greca sono sembrati sorprendentemente favorevoli nei confronti della causa del Primo ministro greco Alexis Tsipras – secondo cui, dopo cinque anni di austerità forzata e un calo del 25% del Pil, l’economia del suo paese è stata penalizzata più di quanto possa sopportare. Essa ha bisogno di una trasfusione di sangue, non di un’ulteriore applicazione di sanguisughe.
Prima che Osborne presentasse la sua legge finanziaria lo scorso mercoledì, si era diffusa la convinzione che egli pensasse che l’economia britannica avesse bisogno di un’altra pesante dose di austerità, e che intendesse procedere tagliando di 12 miliardi di sterline le risorse destinate al welfare, prelevando così i soldi ai poveri. In effetti, lo ha fatto, ma trovando un modo di restituire loro i soldi – in molti casi, più di quanto egli abbia loro sottratto. Il suo primo obiettivo era il sistema delle deduzioni fiscali sul lavoro, che consente alle persone con bassi salari di incrementare il proprio reddito a un livello sostenibile, a spese dei contribuenti. Ciò non soltanto ha favorito la dipendenza dei lavoratori da un simile meccanismo, ma si è trasformato in un sussidio di Stato ai datori di lavoro che pagavano poco i loro dipendenti. Osborne lo ha ammesso, annunciando il cosiddetto “salario nazionale per la vita” (cioè la paga minima oraria - n.d.t.), che costringerà i datori di lavoro a pagare salari più alti. Per aiutarli a sostenere i maggiori costi che ne derivano, Osborne ha ridotto le imposte sul reddito delle società e il contributo versato dai datori di lavoro all’istituto di previdenza. Ma tutto ciò come si dovrebbe pagare? Con i risparmi nel budget dei sussidi sociali.
Questo è un ulteriore girotondo finanziario del tipo che il Primo ministro stesso aveva criticato solo una settimana prima, ma questa volta con intenzioni ed effetti benefici. Il provvedimento assomiglia alla politica del partito laburista, sebbene nel 2020 il nuovo salario minimo previsto, 9 sterline all’ora, sarà perfino più generoso delle 8 sterline all’ora promesse dai laburisti. Ma soprattutto, questo provvedimento pone la capacità di spesa nelle tasche della gente, con la conseguenza che l’economia nazionale ne riceverà un ulteriore impulso. Come del resto faranno le numerose misure adottate dal Cancelliere per risollevare le economie regionali.
La Grecia, nel frattempo, cerca un po’ di respiro dal peso di un debito che non è più ripagabile. Ma il Fondo Monetario Internazionale e gli altri creditori, principalmente la Germania, sono ossessionati da quello che percepiscono come un loro dovere morale, spremere dai Greci anche l’ultimo centesimo. Gli elettori greci hanno respinto l’introduzione di ulteriori misure di austerità nelle elezioni politiche tenute nello scorso gennaio, e nuovamente nel referendum dello scorso fine settimana. Così, le mani di Tsipras sono legate.
Quando egli rivendica a gran voce “un’agenda per la crescita economica”, quella è la via giusta da seguire.
Significa che i consumatori greci devono avere denaro da spendere, non vederselo portare via. Come ne “Il mercante di Venezia”, portar via l’ultimo centesimo ai greci sicuramente ucciderebbe il debitore. I tedeschi non avrebbero nulla in cambio, se non una sensazione di effimera virtù.
Traduzione italiana a cura di Federico Tagliaferri
pubblicata con il consenso dell’editore
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