IN MEMORIA DI HANS KÜNG / CORAGGIOSO TEOLOGO DEL DIALOGO ECUMENICO E INTERRELIGIOSO
In seguito alla notizia della morte del teologo svizzero Hans Küng, diversi titoli lo descrivevano come il ribelle che avrebbe messo in discussione l’infallibilità del papa così come altri aspetti del magistero della Chiesa postconciliare.
Una lettura distorta e miope dell’opera di uno dei più grandi teologi del Novecento. Küng ha avuto il coraggio di salpare in un mare in tempesta in balia delle istanze che la modernità poneva alla Chiesa del Concilio Vaticano II. Non ha avuto paura a cercare risposte sia alle domande della ragione che della fede, con onestà e coerenza. Non ha mai lasciato la Chiesa o il suo sacerdozio, non ha fatto saltare il banco. Penso che l’opera per cui sarà sempre ricordato, non sia tanto e solo la sua produzione teologica in materia di magistero, ma la sua determinazione a portare avanti il dialogo ecumenico e interreligioso.
Argomenti, tra l’altro, del suo insegnamento a Tubinga (Germania). Un contributo importante lo ha dato dando vita alla fondazione Weltethos. Intuizione nata agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso, quando pareva fosse finita la contrapposizione tra superpotenze, ma che segnava già i presagi di nuovi conflitti ammantati da motivazioni culturali o religiose. Ex Jugoslavia prima, Medio Oriente poi con l’apice dell’11 settembre 2001. Küng pone a fondamento del dialogo tra le religioni il principio di umanità comune a tutte le civiltà. Radicato in tutte le religioni del mondo. Promuove una coscienza planetaria basata sul principio universale della “regola d’oro: “Non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te”.
Tale regola non è un semplice invito ottimista, ma promuove i valori di veridicità, non violenza, giustizia, collaborazione tra i sessi l’ambiente e i posteri. La visione è una visione realistica della speranza. Le religioni e le culture del mondo, in interazione con tutte le persone di buona volontà, possono aiutare ad evitare gli scontri di religione e civiltà. Le religioni hanno una funzione globale per la pace, la giustizia, la convivenza. Non vi è nessuna pace tra le nazioni senza la pace tra le religioni e non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni. Küng, come Raimon Panikkar e Jacques Dupuis e altri ha consegnato all’umanità di oggi uno strumento di speranza.







