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Papa Francesco continua ad esprimere la sua solidarietà per le periferie del mondo, soprattutto quelle colpite da violenze, sciagure ed epidemie, di cui si parla poco. È il caso del Congo RD, dove il papa ha inviato una delegazione nelle regioni colpite dai massacri dei gruppi armati e dall’epidemia di Ebola.

Dall’8 al 12 agosto, il card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e già Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, ha visitato la diocesi di Butembo-Beni, nel Nord-Kivu. Il cardinale ha portato la solidarietà del papa in una regione colpita da numerosi attacchi di gruppi armati, non sempre ben identificati, che dal 2014 hanno già provocato più di 3000 vittime civili nei modi più barbari. I vescovi della regione avevano già denunciato l’uso della violenza per mantenere la regione nell’insicurezza e nella paura. Oltre che dalla violenza, la regione è stata colpita anche dall’Ebola che ha già fatto più di 1900 vittime.

La febbre prende il nome dall’omonimo fiume, Ebola, che scorre nel Nord del Congo RD. È un affluente del Mongala, che a sua volta sfocia nel fiume Congo. Qui l’epidemia fu identificata per la prima volta nel 1976. Da allora si sono sviluppate in Congo RD altre 9 epidemie. Quest’ultima è la più grave, avendo toccato più città. Ma era già stata molto forte nell’Africa occidentale (Guinea, Liberia, Sierra Leone), negli anni 2013-2016, facendo più di 11mila vittime. Casi di Ebola si sono registrati, in epoche diverse, anche in Gabon, nel Congo Brazzaville, in Uganda e Sudan.

Turkson ha visitato i centri di trattamento dell’Ebola col prof. Augusto Stich, esperto tedesco di malattie infettive e con altre autorità ecclesiastiche. Ha incontrato il prof. Jean-Jacques Muyembe Tamfum, direttore dell’Istituto Nazionale per la ricerca biomedica del Congo RD e pure del comitato di esperti per dare una risposta nazionale all’epidemia. Il dott. Muyembe è anche co-scopritore del virus Ebola insieme al micro-biologo belga Peter Piot nel 1976. Nell’incontro, il cardinale ha promesso che il Vaticano darà il suo sostegno tecnico e finanziario alla lotta contro l’Ebola.

Turkson ha celebrato una messa per tutte le vittime della violenza e dell’epidemia nella città di Beni e un’altra nella città di Butembo, intrattenendosi con le autorità locali. L’ordinario del luogo, mons. Sikuli Paluku Melchisédech, vescovo di Butembo-Beni, ha descritto la difficile situazione vissuta dalla regione da almeno due decenni denunciando che si tratta di una violenza voluta. Turkson ha trasmesso la solidarietà del papa, assicurando che è al corrente di ciò che succede nella regione e che ha già denunciato il silenzio della comunità internazionale. Il cardinale ha promesso una seconda visita e ha lasciato sul posto due membri della sua delegazione per approfondire la situazione.

Nel frattempo è giunta notizia della composizione del nuovo governo del Congo RD, a sette mesi dalle elezioni e a tre dall’investitura del primo ministro Sylvestre Illunga Illunkamba. I negoziati per un governo di coalizione tra le due piattaforme, quella dell’ex presidente Joseph Kabila e quella del nuovo Felix Tshisekedi, sono stati lunghi e difficili. Si tratta di ben 65 ministri: 42 del Fcc (Fronte comune per il Congo), piattaforma pro-Kabila, e 23 della Cach (Cap pour le changement ), piattaforma del presidente in carica Tshisekedi.



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