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HO IMPARATO A PRENDERMI A CUORE SITUAZIONI ESTERNE A ME!

HO IMPARATO A PRENDERMI A CUORE SITUAZIONI ESTERNE A ME!

Sono Susanna, ho 19 anni e studio all’università di Parma. Sto frequentando il primo anno. Oggi ho deciso di raccontare un’esperienza che sto vivendo da qualche tempo, per poterla condividere e magari appassionare qualcun’altro o far riflettere su ciò che voglio raccontare.

Infatti da qualche anno che ho cominciato a fare volontariato in una comunità che aiuta famiglie, anziani e bambini stranieri che vivono in condizioni di difficoltà (economiche, familiari, di integrazione…). Io, nel particolare, mi occupo di aiutare dei bambini di famiglie straniere a fare i compiti ma, in generale, ad integrarsi con gli altri bambini e ad imparare a fare amicizia con persone di culture differenti e a condividere opinioni su temi importanti. Con l’arrivo della situazione di emergenza sanitaria, anche questi bambini hanno risentito molto del lockdown e, in generale, della lontananza dai loro amici e, per alcuni specialmente, della difficoltà stessa a rimanere tutto il giorno con genitori poco presenti o con difficoltà economiche gravi dovute alla mancanza di lavoro. Molti di questi bambini sono stati come privati della loro libertà (come del resto ogni persona in un momento così difficile) e ne hanno sofferto molto.

La mia esperienza non riguarda un episodio in particolare che mi è rimasto impresso ma, in generale,

il rapporto che sono riuscita a stabilire con alcuni di questi bambini e l’affetto o, semplicemente, le difficoltà che si sono ritrovati a condividere con me, che mi hanno fatto capire che avere già solo dei genitori presenti e pronti ad aiutarmi è una grandissima fortuna, per nulla scontata, che alcuni di questi bambini non hanno mai conosciuto, specialmente durante l’infanzia che è uno dei periodi più delicati della vita.

Ho imparato a prendermi a cuore situazioni esterne a me, cercando di capire cosa provassero questi bambini e cercando di insegnargli quello che non hanno avuto modo di imparare. Credo che, in generale, questa esperienza aiuti a crescere e, in particolare, avere dialogo con loro aiuta ad aprire gli occhi su cose che spesso gli adulti non sanno vedere e che invece un bambino sa guardare in profondità e che è capace di rivelare molto anche della loro personalità. Grazie ad alcuni di loro ho infatti saputo riflettere di più su me stessa e maturare.

Ho avuto modo di conoscere e successivamente portare avanti quest’esperienza grazie alla mia parrocchia che mi ha presentato queste opportunità e che, se all’inizio ho ritenuto solo un impegno, ora lo riesco a vedere come un modo per crescere e imparare.

All’inizio ero contenta di conoscere questo mondo ma ero anche un po’ spaventata di non essere in grado di gestire i miei impegni con questo nuovo compito ma, specialmente, di non saper gestire i bambini in generale.

Non avevo mai fatto esperienze del genere con bambini con alle spalle difficoltà familiari e, in particolare, con famiglie straniere e in difficoltà con la lingua italiana, ma dal momento in cui ne sono entrata a far parte ho invece capito che da questi bambini avrei potuto imparare di più. Le differenze di cultura, religione, gusti e opinioni sono una ricchezza in quei bambini che, anche se a volte con difficoltà, nella comunità imparano ad esprimere le loro idee e a confrontarsi con ‘’mondi’’ diversi. 

Per poter superare questa situazione di dubbi e incertezze, mi è stato di grande aiuto la familiarità delle persone che ho incontrato in questa comunità e la loro calorosa accoglienza e anche il rapporto che sono riuscita ad instaurare con i bambini, in particolare con alcuni di loro.

Questa esperienza ha cambiato in me il modo di vedere le persone. Mi ha fatto capire che spesso giudichiamo senza conoscere nulla degli altri. Ho capito che quasi solo i bambini sanno guardare per davvero le cose che ci circondano e che solo loro possono insegnarci a meravigliarci delle più semplici cose. Da questa esperienza ho così imparato che bisogna conoscere davvero le persone prima di giudicarle.

Ho capito e inoltre sto capendo che è proprio nella diversità che si trova l’unicità e la bellezza. Così avviene la pienezza dell’essere umano!


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Pubblicato
21 Maggio 2021
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