DA DOVE E' NATA LA MIA PASSIONE PER LA MEDECINA?

Mi chiamo Riccardo, ho 27 anni e tante passioni. Ho sempre fatto sport, ho suonato strumenti musicali, sono scout fin da piccolo, ma forse l’esperienza che più ha segnato la mia vita è stato diventare un volontario del soccorso 118 e del trasporto dei malati. Da questa esperienza è nata anche la passione per la medicina, tanto da farmi intraprendere il percorso universitario per diventare medico. Tra i tanti motivi per cui ho iniziato, uno dei principali è quello di andare a lavorare all’estero per fare esperienze nuove, conoscere altre culture e altri popoli diversi dal mio. Diciamo che questo sogno lo devo ancora realizzare, ma un piccolo assaggio l’ho già avuto. Al quarto anno di medicina infatti, grazie all’aiuto di un professore universitario, sono riuscito ad andare un mese in Kenya per fare tirocinio in un ospedale a circa 60 km da Nairobi. È stata un’esperienza indimenticabile, ci sarebbero tantissime cose da raccontare, cose che vissute lì sul posto sono piene di significato, ma che forse estraniate dal contesto annoierebbero. Ho deciso quindi di raccontarvi tre cose che porterò sempre tra i miei ricordi e tre cose che avrei preferito non aver visto o vissuto:
1. Mi ricorderò sempre della semplicità con cui vivono la maggior parte dei kenyoti. Parlo di semplicità e non di povertà (anche se dovrei in effetti, e ci sarà modo di parlarne) perché in realtà ho capito che molti degli oggetti che ci circondano ogni giorno qui in Italia sono superflui e ci fanno solo credere di essere felici. In quel mese ho imparato a godermi il tempo libero con le relazioni con le persone piuttosto che con il cellulare;
2. Mi ricorderò anche della disponibilità e della gentilezza con cui sono stato trattato da tutti quelli che ho conosciuto: medici, infermieri ma anche tutto il personale dell’ospedale e anche i passanti per la strada. Ed infine non si possono dimenticare i bambini! Sempre pronti ad assalirti sorridenti per giocare insieme!
3. Non posso escludere dai miei ricordi neanche il paesaggio africano, una natura completamente diversa dalla nostra ed estremamente attraente. Di tutti i panorami che ho visto, il safari nella riserva naturale Masai Mara è stato il più bello, mi sentivo quasi far parte del cast del Re Leone! Purtroppo in Italia è molto difficile al giorno d’oggi trovare spazi protetti per la natura di quelle dimensioni.
4. Vorrei invece non aver visto la povertà che regna nella città di Nairobi. Purtroppo la gita in città è stato un duro colpo rispetto la campagna a cui ci eravamo abituati: baraccopoli, bambini-zombie (credo sia la descrizione più fedele) che sniffavano cherosene, ladri di gioielli (che abbiamo conosciuto da molto vicino…), nullatenenti. Purtroppo è stato un duro colpo per noi assistere a queste scene.
5. Altra cosa che ci ha turbato è l’ambiguità dei posti turistici, in cui vengono create oasi per i turisti circondate da mura alte che dividono la ricchezza dalla fame. Dentro le mura dell’hotel hai di tutto e di più, ma basta sollevare la testa oltre la cancellata per vedere affamati e poveri. Altra ambiguità che ci ha sorpreso è la corruzione della polizia: per qualsiasi problema che possa nascere con la polizia, basta allungare una banconota nella tasca del poliziotto e sei salvo. Per non parlare del fatto che è meglio non rivolgersi ai poliziotti per strada nel momento del bisogno per non essere truffati proprio da loro.
6. Infine un’ultima cosa che proprio non mi è andata giù è stato vedere come la natura viene deturpata dall’uomo: in Kenya la mancanza di regole e di controlli permette di tutto e di più. Discariche a cielo aperto in ogni angolo, falò di spazzatura quando questa inizia ad essere troppa. Veicoli abbandonati ai lati della strada da chissà quanti anni. Purtroppo è sempre un dispiacere vedere che la nostra Terra viene maltrattata ovunque, ancora di più in un posto incantevole e magico come può essere quello africano.
Ci sarebbero ancora tante cose e sfumature da raccontare, ma ci sarà sicuramente l’occasione di sentirle da altri racconti, e chissà, magari anche di viverle insieme!
Jambo!




