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Un cammino di Pace per chi cammina senza pace!

Un cammino di Pace per chi cammina senza pace!

Lunedì, 08 Ottobre 2018

  • Siamo a Parma, sono le 4 del mattino, l’aria è fresca ed ecco arrivare da ogni dove giovani, adulti e addirittura famiglie con i loro figli. Ragazzi visibilmente non italiani e altri con il tipico accento parmigiano. Cristiani, musulmani, atei e comunisti. Siamo nel parcheggio della CGIL dove ci attendono tre pullman pronti a partire per Perugia dove inizierà la nostra camminata.

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    Arriviamo lentamente verso le 9 quando ormai la marcia è già iniziata e vediamo sbucare da ogni lato, altri viandanti di pace come noi, la coda si allunga e ormai non si vede la fine. Bandiere della pace sventolano sul corteo e avvolgono i corpi di tanti che hanno scelto di consacrare questa giornata al valore universale per eccellenza, che non conosce appartenenze di sorta: religioni, culture, nazionalità, ideologie.

    Tutti cerchiamo la pace, tutti siamo in cammino per trovarla eppure come si leggeva in una delle tante magliette incontrate oggi: “Non esiste un cammino per la pace, la pace è il cammino!”.

    Si percorrono chilometri senza rendersi conto di quanta strada stiamo facendo, e questo avviene perché c’è una strana atmosfera, un clima quasi magico che avvolge tutti. Ci sentiamo appartenenti ad una stessa causa e sentiamo che insieme formiamo un popolo in cammino membri di una stessa famiglia umana.

    Arriviamo ad Assisi, con un cuore colmo della gioia conservata lungo tutto il percorso, ma anche sperimentando un po’ quella fatica che milioni di persone oggi soffrono emigrando dai loro paesi, in cerca di quella pace che tanto abbiamo invocato e celebrato attraverso questi nostri passi.

    Passi compiuti per metterci in cammino accanto a chi soffre e per dar voce a chi non ha voce, in un clima come quello italiano, dove la paura e l’odio rischiano addirittura di diventare legge; in un mondo come quello attuale dove sono centinaia i conflitti più o meno nascosti; in una realtà dove tutto è collegato e dove ciascuno è responsabile di quello che accade dall’altro lato del mondo.

    Non possiamo lavarci le mani davanti alle ingiustizie presenti nella nostra società, a volte ci sentiamo impotenti, eppure la marcia Perugia-Assisi con i suoi quasi 30km percorsi a piedi da oltre 100.000 persone che formavano una catena umana lunga 15km è un segno significativo di un paese che desidera e sogna la pace per un mondo migliore. Per questo occorre ricordare che ogni cammino, anche il più lungo, inizia sempre con un primo passo!

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