Parti, per esserci …

Ciao cara/o …, immagino che sei contenta/o ad arrivare a questo giorno di partenza. Lo sono anch’io, essendo per la terza volta che
accompagno i giovani, come te, a intraprendere questo cammino. Curiosità, preoccupazione e aspettativa di ciò che andrai a sperimentare sono sentimenti più che altro validi, umani, concepibili perché, a mio avviso, avvengono quando a noi interessa la vita degli altri, ovviamente anche la tua.
Come lo sai, abbiamo appena terminato la parte preparativa del nostro percorso, introducendoci sulla realtà umana, culturale, religiosa del popolo thailandese. Adesso stiamo entrando a toccare con mano tale realtà, a mettere i nostri piedi sui loro sentieri, a entrare nelle loro case, a vedere faccia a faccia i loro volti. Magari ti chiedi “Come devo comportarmi?” È come una persona, portata dei sogni/desideri e bisogni, pronto nello stesso tempo ad accorgerti e cogliere del sogno/desiderio e bisogno di colui che ti sta accanto.
La meta del tuo cammino non è la Thailandia in quanto luogo geografico! È il cuore dei thailandesi, dei tuoi compagni; è il tuo stesso cuore. Scoprire di che cosa è fatto o chi ci abita è importante, in vista però di esserci, di viverci. È scoprire l’essenziale nel visibile e acquisire quello sguardo di Dio che vede il cuore nell’uomo, non la sua apparenza (1 Sam 16,7).
Come si fa? Non c’è una ricetta. Nemmeno aver fretta di riuscirci. Non basta “venire e vedere”. Occorre metterti in cammino sulla via della vita. Gesù, che è la Via, si trova sempre per strada camminando da un villaggio a un altro che lo porta a entrare in contatto con le persone, condividendo la loro sorte. Il suo essere in cammino è all’insegna della fiducia anche dell’accoglienza, quindi della relazione. È anche la tua, perché con questo viaggio tu ti dimostri predisposta/o ad accogliere gli altri nella tua vita e farti accogliere.
Ti ricordo che non sei sola/o in questo viaggio, sei in compagnia sia con il nostro gruppo che degli altri per cui ci si condivide, ci si confronta, si decide insieme anche nella fatica e nello scoraggiamento. Ti chiedo già da adesso di collaborare, condividere e di essere responsabile sia per te che per gli altri in modo che l’esperienza sia vivibile e significativa.
Ti auguro così, «Mettersi in viaggio … Partire … Cercare e arrivare … Sembra che tutto non sia scelta personale e responsabile di colui che
agisce da artefice della propria sorte, come se si trattasse di dare corpo alle righe di un romanzo. Certo con fatica e rischio, con l’incognita di un ritorno altrove, ma sempre viaggio scelto e vissuto! E invece spesso – molto più spesso di quello che si possa immaginare – questo viaggio non è scelto, bensì scoperto …: si scopre che si è già in cammino e che questo – il proprio cammino – chiede di essere accompagnato dalla mente e dal cuore» (Sabino Chialà).
Buona esperienza cara/o e viviamola alla presenza di Dio. L’uno sia per l’altro un compagno di viaggio sicuro e affidabile.
«Cosa vuol dire ‘cammina’? Avanza, avanza nel bene!!!»
Fraternamente vostro,
Pandri, sx




