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Voci della piazza: San Pietro, i giovani, la famiglia Andreoli

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San Pietro, domenica 23 ottobre

Perché sei qui? Domenica 23 ottobre mons. Conforti è stato proclamato santo. Abbiamo raccolto alcuni pareri prima e dopo la celebrazione. Antonio Mantia: "Vedere, cercare e amare Dio in tutto è la cosa che più mi colpisce di san Guido". Padre Matteo Rebecchi: "È una grande festa di famiglia; mons. Conforti aveva un grande ideale, speriamo di poterlo realizzare anche noi ogni giorno".

Don Giuseppe Mattioli: "Noi di Parma siamo qui per ringraziare per quello che mons. Conforti ha rappresentato nella nostra chiesa locale e nel mondo. È motivo di gratitudine, ma anche di impegno e di responsabilità".

"È bello trovarsi vicino a persone diverse - dicono i pellegrini bergamaschi - e poi c'è la soddisfazione che il fondatore dei saveriani sia proclamato santo!".

• San Guido per te è... Padre Filippo Rota Martir: "Mons. Conforti non ha voluto mettersi in mostra; l'eredità che ci ha lasciato è la grande apertura al mondo, agli altri popoli, il desiderio di evangelizzare e di portare tutte le forze a cooperare".

Padre Amedeo Ghizzo: "Veder riconosciuto santo il nostro fondatore è una gioia e un impulso per noi a dedicarci all'evangelizzazione come lui, fino in fondo, costi quello che costi".

Una suora delle Piccole Figlie: "Mi ha impressionato come lui si sia fatto guidare dalla Provvidenza; e mi ha colpito la fede che ha attraversato la sua storia di uomo e di pastore".

Un sacerdote che è in piazza per san Guanella dice: "Oggi non c'è concorrenza, perché dal seminario di Como molti giovani sono entrati tra i saveriani e noi li ricordiamo volentieri. Possiamo parlare di un gemellaggio tra santi".

I giovani dicono la loro

• Quel clima di famiglia... Un gruppo di ragazzi sardi: "Abbiamo fatto un cammino formativo sul Conforti per tutto l'anno con p. Roberto Salvadori e siamo arrivati preparati a questo evento così importante per i saveriani e per noi. È bello incontrare i nostri coetanei di città e nazioni diverse che condividono le stesse emozioni".

Ivanildo, studente saveriano: "Ho fatto il chierichetto di Benedetto XVI e prima della Messa abbiamo pregato insieme il rosario; ci ha chiesto da dove venivamo. Una cosa davvero irripetibile! È stato un evento molto forte ed emozionante".

Dora, saveriana del Brasile, dice: "Sono rimasta impressionata dalla presenza dei giovani. È emerso lo spirito di famiglia e di fraternità; mi sono trovata molto bene in mezzo a loro. La canonizzazione è stato il coronamento della vita di un santo, perché santa è stata tutta la sua vita e la sua attività".

Alessio Crippa: "Il clima di famiglia è quello che mi ha colpito di più in questi tre giorni. Poi quando hai un "padre santo" in qualche modo per i suoi figli c'è l'obbligo di continuare un cammino serio ed esigente: adesso non ci si può più nascondere!".

Una storia speciale

• Porteremo S. Guido con noi. I laici saveriani Alessandro e Alessandra Andreoli con i due figli Francesco e Miriam sono in Brasile, a Laranjeira do Sul, per un anno di missione. Prima di partire hanno ricevuto da p. Benzoni il Crocifisso missionario a San Paolo fuori le Mura e hanno partecipato alla canonizzazione. "L'aspetto che ci interessa di più è vivere la missione come una famiglia, la nostra e quella dei saveriani. Come famiglia missionaria ai giovani ci sentiamo di dire solo quello che abbiamo scritto nella fede che portiamo al dito: "Rimanete nel mio amore". Poi penso che sarà il Signore a disegnare le strade da percorrere. Per quanto ci riguarda possiamo dire che il Signore ci ha accompagnato anche quando sembrava che non funzionasse niente. Porteremo il Conforti con noi, perché ci guidi e ci conforti".



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