''Vi insulteranno e perseguiteranno a causa mia''
Nel commemorare i 188 martiri giapponesi del XVII secolo, beatificati a Nagasaki il 24 novembre 2008, abbiamo ammirato il loro coraggio e la loro fermezza. Si erano preparati spiritualmente al martirio, per essere capaci di conservare la fede cristiana nel tempo dell'estrema persecuzione.
Nel mondo di oggi, vivere e testimoniare la fede cristiana con sincera convinzione, richiede anche a noi la fortezza dei martiri. Nel messaggio per la giornata della pace 2011, leggiamo: "Dinanzi alle presenti avversità, i discepoli di Cristo non si perdano d'animo, perché la testimonianza del vangelo è e sarà sempre segno di contraddizione... La violenza non si supera con la violenza. Il nostro grido di dolore sia sempre accompagnato dalla fede, dalla speranza e dalla testimonianza dell'amore di Dio" (n. 14).
Non credo sia mai stato facile per nessuno vivere la propria fede con un minimo di coerenza. C'è sempre voluta una buona dose di coraggio e di grazia di Dio.
Oggi ancor più, perché è come remare contro corrente, rimanere stabili sopra una frana, proseguire il cammino dentro un ciclone.
Non è facile seguire Gesù e il suo vangelo. Ci aveva anche avvisati: "Vi insulteranno e vi perseguiteranno, ma non abbiate paura, io ho vinto il mondo; chi persevererà fino alla fine si salverà...".La sorte dei milioni di cristiani perseguitati e maltrattati nel mondo dipende anche da noi: dalla nostra coerenza e dal nostro impegno per costruire, giorno dopo giorno, un mondo più libero per la fede nostra e altrui.








