Un viaggio… missionario
A p. Gordi ho consegnato la maglietta del Parma, città dove ci siamo conosciuti, con tanto di nome. Ho ricevuto un applauso da parte di tutto villaggio!
Anche quest’anno ho viaggiato con i saveriani. Sono stato in Indonesia in occasione dell’ordinazione presbiterale di Gordianus Afri, Gordi per gli amici. Ho conosciuto tante persone che mi hanno accolto con gioia ed io spero di avere ricambiato la loro ospitalità.
Siamo stati a Bali ed ho visitato la città: due templi induisti e la famosa e stupenda spiaggia di Pandawa Beach.
Le prime due settimane eravamo a Pekanbaru, isola di Sumatra e di Flores, nei villaggi dove è nato e vive la famiglia di Gordi. Ho visitato la parrocchia “San Paolo”, dove c’è stata l’ordinazione presbiterale.
Lì ho conosciuto tante persone e ho dato testimonianza della mia vita missionaria parlando molto del Bangladesh, dove seguo alcune adozioni.
Il 21 ottobre, giorno dell’ordinazione, uscivo di casa con lo zaino fotografico sulle spalle. Un indonesiano mi dice: “Tu cosa ci fai qui?”. Era il vescovo Martino che poi ha celebrato la Messa. A lui ho spiegato chi ero, da dove venivo e che cosa faccio. Gli ho detto che la famiglia saveriana è grande e lui mi ha ringraziato.
È stata una grande festa sia la celebrazione, sia dopo, con costumi e balli tradizionali. P. Gordi ha parlato addirittura di me. Il giorno dopo, replica con la prima messa e poi la festa.
La settimana a casa di Gordi è stata pesante e, nello stesso tempo, stupenda. Pesante per il modo di vivere: doccia col secchio, cellulare che non funzionava, notti su assi di legno e un materasso sottile o in capanne di legno, corrente elettrica solo con il gruppo elettrogeno acceso. Stupenda, perché è bello vedere la gente che accoglie con festa il nuovo presbitero con i vari riti locali: la consegna della birra, della spada, della gallina o del gallo. Sono auspici di felicità e di una buona vita missionaria. Gordi ha ricevuto otto galline, tre sono state uccise. Col loro sangue il papà l’ha segnato sul tallone, sulla fronte e sul collo, per riconoscenza.
Il giorno della messa, durante la quale sono stato presentato al villaggio, ho compiuto quattro gesti.
Ho consegnato la camicia peruviana, per ricordare p. Alex, compagno di viaggio di p. Gordi. Ho ringraziato e fatto i complimenti al coro per le belle voci. Ho chiamato i genitori di p. Gordi per consegnare un regalo da parte di mia mamma. L’ultimo gesto è stato quello di offrire la maglietta del Parma con tanto di nome. Ho ricevuto un applauso da parte di tutto il villaggio!
Finita la Messa, il pranzo e la festa, in casa di p. Gordi, ho spiegato il motivo dei miei viaggi. Preferisco il contatto con la gente, specialmente in quelle zone dove con poco si ottiene molto. Quando ho svelato la mia età, mi hanno detto che di solito o sei sposato o sei un prete. Ma io ho raccontato cosa faccio nella vita, il mio lavoro e la mia famiglia che è nel mondo. Il loro ricordo li porterò dentro di me per sempre. Mi hanno confidato che mai si sarebbero aspettati un italiano nel loro villaggio e questo mi ha emozionato. Insieme, abbiamo pregato il Padre Nostro.
Ritornati a Giacarta, abbiamo fatto visita alla Filosofia saveriana e ci siamo salutati. P. Gordi è destinato in Thailandia ed io, nel mio vagare nel mondo, lo ritroverò.







