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Chiamateci e verremo volentieri

Sopra abbiamo letto le parole del cardinale, tutte interessanti e condivisibili. Anch’io però vorrei aggiungere qualcosa ai nostri amici catechisti. Concretamente e onestamente, infatti, è doveroso ricordare che l’annuncio è innanzitutto preghiera, è meditazione, è testimonianza.

Uno scambio tra chiese

Per entrare nel cuore del mondo, occorre che ci mettiamo in ascolto del mondo e delle sue ricchezze. Il mondo non è solo pieno di problemi, di guerre e di malattie, di fame e di povertà… Nella nostra catechesi, dobbiamo tener presente e ricordare la missione, cioè la dimensione fondamentale del nostro impegno cristiano.

Per essere testimoni della speranza cristiana occorre guardare il mondo con gli occhi di Dio. Dal mondo, dai paesi dove tanti catechisti, missionari, vescovi vivono e spendono la loro fede, arrivano spesso molti messaggi di speranza cristiana. Perché i catechisti non arricchiscono la loro testimonianza con quelle meravigliose storie d’amore, di fede e di speranza che vengono dalle giovani chiese e che noi missionari portiamo come ricchezza nelle nostre diocesi di origine? Perché non attuare questo meraviglioso scambio tra le chiese?

Un appello ai catechisti

Le missionarie e i missionari non raccontano storielle o semplici aneddoti. Portano esperienze di vita, d’amore, di testimonianza e anche di martirio. Il martirio non significa solo spargimento di sangue, ma è dare la vita per gli altri.

Non possiamo dimenticare, inoltre, che la crescita cristiana è vocazione, cioè chiamata a seguire il Signore, che indica la strada della vita. Dio ci educa perché noi portiamo frutti e questi frutti rimangano. Ci educa a essere suoi discepoli, perché seguiamo lui, sulla sua stessa strada.

Faccio perciò un appello a tutti i catechisti delle nostre parrocchie: mettetevi in contatto con le missionarie e i missionari. Invitateli, perché testimonino la gioia di dare la vita per gli altri. Chiamateli perché condividano le esperienze di tanti giovani che dalla crescita della fede sono arrivati a scelte di vita coraggiose e impegnate a servizio degli altri, fino a lasciare il proprio Paese, la loro casa, la loro gente, la propria comunità. L’hanno fatto solo per essere testimoni di Cristo risorto nel mondo intero. Una vera catechesi diventa sempre una... vocazione!



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