Trovarsi è volersi bene, Festa di amici a Vicenza
La casa dei missionari saveriani di viale Trento a Vicenza si spalanca per accogliere amici e benefattori all’appuntamento annuale di festa. L’aria allegra si scorge chiara sul volto di quelli che varcano l’ampio ingresso e il salone inondato di luce. Segue al saluto un facile riconoscersi: il dottor Mauro Zanguio, il dottor Marino Quaresimin, già sindaco di Vicenza, la famiglia Turetta Aquilino, con Antonio Carli, Gino Vezza, Attilio Chiminazzo... Qualcuno viene da una recente esperienza missionaria in Burundi: il dottor Paolo Cosci e Maddalena, per fare solo qualche nome.
Il ricco e il povero
Il capace e accogliente seminterrato attende per la Messa. Presiede il superiore generale dei saveriani, p. Rino Benzoni, già missionario in Congo. Padre Mario Giavarini, rettore della comunità di Vicenza, porge a tutti il benvenuto.
Il vangelo del ricco epulone, commenta p. Rino, invita a riflettere. Il giudizio sui beni dipende dall’uso che se ne fa: vanno messi a servizio di Dio e del prossimo. Il ricco si chiude in se stesso, nel suo egoismo, non ha neppure un nome, non si distingue da un altro, come invece il povero Lazzaro. Il ricco diventa un sasso, senza cuore, senza amore, né per Dio né per i fratelli. L’epulone resta solo, svanisce, sepolto nell’inferno. Il povero viene portato nel seno di Dio.
Il souvenir del Conforti
Questo mondo ha fame di pane, di giustizia, di pace. Soprattutto, ha fame del vangelo, ha fame dell’amore di Dio. I santi, i martiri hanno donato la vita per saziare questa fame; per questo partono i missionari. Ogni cristiano è in questa lista, in questa dinamica.
La fede non si salva in cassaforte e così gli altri doni. Per cambiare il mondo, l’invito è di cambiare la vita. Con questi sentimenti celebriamo l’Eucaristia. Il volto dei nostri martiri saveriani, dipinti sulla parete di fondo, ci ispira.
Come souvenir, padre Giavarini offre ai nostri amici l’antologia degli scritti di Guido Conforti, ricavata dai 29 volumi delle “Fonti Confortiane” di padre Franco Teodori. Il testo scopre una miniera inesauribile per ogni sete dell’anima, con una guida di “voci” per la ricerca.
A chiudere la festa, il buffet e... l’arrivederci!








