Testimoni nel nostro mondo
Giovani missionari della Campania
Il 2 giugno, al castello Fienga di Nocera Inferiore (SA), si è svolta la giornata Missiogiovani Campania 2005. Hanno partecipato più di cento giovani provenienti da varie zone della Campania. Sono giovani impegnati nell’animazione missionaria con istituti missionari, organizzazioni e gruppi parrocchiali.
È stata una giornata di festa e di preghiera, di testimonianza e di comunione, grazie anche alla presenza di alcuni testimoni della missione.
Il discorso della... collina
Il primo a prendere la parola è stato il vescovo della diocesi di Nocera-Sarno, mons. Gioacchino Illiano. Ha fatto un’analogia tra la collina delle beatitudini e la collina del parco Fienga. “Cristo da questa collina, oggi come 2000 anni fa, ci spinge a comprendere e a vivere il discorso della montagna. Non è teoria, ma vita. Non possiamo scendere da questa collina e dire che è stato tutto bello. Bisogna vivere le beatitudini, bisogna essere protagonisti, con la propria vita, della missione di Dio Padre.
Dobbiamo essere discepoli di Cristo e guardare a lui per essere missionari, per essere sale della terra e luce del mondo. Se ci mettiamo insieme, chissà quanta luce potremo donare al mondo!”. Alla fine, il vescovo ha rivolto ai giovani un invito: a non guardare dove mettono i piedi, perché la troppa prudenza blocca, immobilizza. “Il vostro sguardo sia sempre rivolto oltre!”.
L’esperienza di missione
Nella tarda mattinata ci siamo seduti in cerchio ad ascoltare suor Luigia, per tanti anni missionaria a Hong Kong. “Cristo è veramente risorto. Io l’ho visto lavorare nel cuore della gente, attraverso i cristiani e anche attraverso i credenti di altre fedi. Noi non possiamo cambiare il cuore di una persona. Solo lui si china su di noi per ridarci la vita. Solo lui sa aspettarci e accoglierci, come un vero amico”. Anche suor Luigia ha concluso con un invito: “C’è bisogno di annunciatori, di persone che sono disposti a vivere accanto agli ultimi. Dateci una mano, per piacere!”.
Nel pomeriggio abbiamo ripreso ad ascoltare la testimonianza di una coppia, Mena e Luciano. Per un breve periodo sono stati impegnati in una missione dell’Ecuador. Ora lavorano per progetti di cooperazione missionaria nel mondo e aiutano i più derelitti delle nostre terre. È viva in loro la vocazione per la missione. Altrettanto viva è la consapevolezza di essere due persone normali. “Non siamo marziani - hanno ripetuto. Ci chiediamo, per che cosa il Signore ci ha chiamati a vivere insieme? Cerchiamo solo di stare svegli e renderci conto di ciò che ci circonda. Perché dobbiamo dare un senso pieno alla nostra vita e alla nostra vocazione matrimoniale”.
È proprio nella missione che Luciano e Mena vedono il loro “anello nuziale”. Una frase hanno gridato, con tanta emozione: “Spendere la propria vita per gli altri è davvero qualcosa di eccezionale!”.
Gli occhi aperti sul mondo
A conclusione della giornata, siamo stati sconvolti e coinvolti dalle parole di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano. Padre Alex ha espresso gioia nel vedere tanti giovani mettersi insieme e far rete. Ma ha anche ricordato che è necessario passare a uno stare insieme concreto.
“Tutti noi - ha detto - dobbiamo sentirci responsabili dei disastri che avvengono nel mondo. Dobbiamo convertirci, per poter annunciare la buona novella ai poveri del mondo. Fare missione oggi vuol dire correggere il proprio stile di vita, prendere coscienza delle situazioni che nuocciono all’umanità, e cercare di cambiarle. Molti crimini avvengono nel mondo; noi dobbiamo reagire”.
Lo spot dei giovani
Come risposta a quanto ascoltato durante la giornata Missiogiovani Campania 2005, i giovani, divisi in gruppi secondo la loro provenienza, hanno presentato uno spot pubblicitario. Eccone quattro esempi:
- Molte persone cercano nella propria vita la verità. È una strada in salita, che ti porterà il centuplo già su questa terra…
- Sii anche tu luce del mondo. Non sprecare l’attimo; coglilo, da’ sapore alla tua vita!
- Missione di pace: una missione speciale, dove si sta tutti insieme, uniti con il mondo.
- Non una fuoriserie, ma una monovolume. La nuova missione ad gentes, la prima monovolume dove ci stiamo tutti dentro… Venite a provarla!
La giornata si è conclusa con la Messa: nutriti della parola, del corpo e del sangue di Cristo, dobbiamo testimoniarlo nel mondo. Ha presieduto don Silvio Longobardi, direttore del centro missionario diocesano di Nocera-Sarno. Durante l’omelia, partendo dalle parole del vangelo, don Silvio ci ha ricordato più volte che non si può amare il prossimo senza amare Dio. Tanti pensano di poter amare il prossimo senza amare Dio. Senza l’amore di Dio, finiremo soltanto per schiacciare l’altro.
I ragazzi di Torre Annunziata ci hanno rivolto un invito pressante: “Tra droga, camorra e disoccupazione, ci siamo anche noi. Ringraziamo il Signore che ci aiuta a vivere. E voi non lasciateci soli. Aiutateci a cambiare questa città!”.
È un invito che diventa impegno per ognuno di noi, nella propria realtà quotidiana, che non si differenzia molto da quella descritta da questi ragazzi.








