“Taglia, scolpisci, leviga…” A Parma, una mostra sorprendente!
Nel lungo e illustrato articolo che il mensile di Parma "Insieme dove?" di gennaio - febbraio 2007 ha dedicato al nostro museo, l'autore scrive: "...un luogo straordinario come il museo d'arte cinese ed etnografico di Parma: straordinario quanto ignorato dai nostri concittadini". L'osservazione ha un fondo di verità, che le statistiche confermano.
Guardando alle provenienze dei visitatori, mi accorgo che, se si tolgono gli studenti delle scuole, prevalgono coloro che arrivano da fuori città. In verità, i visitatori parmensi ricordano che "tanti e tanti anni fa..." ebbero l'occasione di visitare il museo e dalla memoria riaffiora, con un po' di vaghezza, qualche oggetto che ne colpì la fantasia giovanile.
L'idea permane in tante persone: un museo è una realtà che, una volta visitata, si è vista per sempre. In questi anni il museo ha presentato diverse novità e ha curato nuovi allestimenti, che meritavano di essere visti. È così anche ora.
Nasce, muore e non torna
Questa volta vi presento una piacevole sorpresa: una mostra che consente di guardare all'Africa in maniera nuova e rispettosa. La mostra si intitola: "Taglia, scolpisci, leviga. Il sacro nell'arte della maschera e della statuetta in Africa". Il titolo ha un sapore misterioso, perché si rifà al racconto del mito delle origini delle maschere e statuette africane: da chi e perché furono scolpite?
Secondo un antico mito africano, fin dai tempi lontani gli uomini avvertirono che "il disordine nel quale vivevano, aveva creato molti mali e sofferenze di ogni sorta: malattie, fame, omicidi, liti tra parenti, furti e stupri".
Non basta! La triste condizione dell'uomo sulla terra era resa ancor più grave dal fatto che egli è condannato a una morte senza via di scampo. Dice un canto del popolo dinka del Sudan: "Quando Dio creò tutte le cose, egli creò il sole e il sole nasce, muore e ritorna. Egli creò la luna e la luna nasce, muore e ritorna. Egli creò le stelle e le stelle nascono, muoiono e ritornano. Egli creò l'uomo e l'uomo nasce, muore e non torna più".
Le statuette "manga"
Vedendo questo, Ngoy il demiurgo, andò a trovare Nkulu, l'Essere supremo, il quale gli consegnò una statuetta e gli disse di farne fare molte simili. "Il grande veggente cominciò a tagliare, scolpire, levigare. Insomma lavorò senza sosta giorno e notte. Passò un certo tempo e alla fine consegnò a Ngoy una grande quantità di statuette di forma e dimensioni varie. Ngoy le portò all'Essere supremo che le aveva chieste.
Come aveva promesso, l'Essere supremo soffiò l'energia operante negli oggetti. Li chiamò "manga" che significa "ciò che emana l'energia viva"... Da quel giorno gli uomini ricorrono a questi oggetti energetici per curare i loro mali, per mettersi in contatto con il sacro e con il Genio primordiale, con i loro antenati e con gli esseri spirituali".
Fascino e mistero
Queste parole sono tratte dal libro che accompagna la mostra. La suggestione creata da vari testi poetici e dalle didascalie si propaga nella visione degli oggetti esposti: la maschera funebre, i feticci caricati di potenza magica, gli oggetti di divinazione, la maschera ventrale, le statuette degli antenati scontenti del loro rapporto con i discendenti... Insomma, una galleria di oggetti ben scelti e carichi di fascino misterioso, per ammirare e pensare.
Una colorata e sobria sequenza di foto di un'Africa che richiama all'oggi e alla quotidianità circonda gli oggetti esposti, rendendo un servizio alla conoscenza di questo continente e della sua gente.
Insieme con la mostra, si possono naturalmente ammirare anche le altre esposizioni del museo. Orari per le visite: tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 (anche la domenica, dalle 15 alle 18). Resta chiusa il mercoledì e la domenica mattina.
Se ne può godere un'anticipazione visitando il sito del museo: http://www.museocineseparma.org/







