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Sud/Nord Notizie: Niger radioattivo, Oro rosso, Etiopia, India

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Tecnologia a due facce

Discariche hi-tech. I rifiuti elettrici ed elettronici sono sempre di più e minacciano ambiente e salute. Ciò accade soprattutto nei paesi in rapida crescita economica (Cina, Sudafrica, Brasile e Senegal). Nei prossimi 10 anni, con le vendite di prodotti elettronici in nazioni emergenti aumenterà la quantità di rifiuti. Senza politiche per raccolta e riciclaggio di queste apparecchiature, molte nazioni si troveranno con rifiuti pericolosi e gravi conseguenze per ambiente e salute. La classifica degli inquinatori elettronici è guidata da Stati Uniti e Cina. I telefoni e i computer portatili consumano il 3% dell'oro e dell'argento, il 13% del palladio e il 15% del cobalto estratti ogni anno in tutto il mondo.

• Niger: il Paese radioattivo. La falda acquifera contaminata per anni, livelli di radioattività 500 volte superiori ai valori normali, metalli radioattivi venduti nei mercati locali: è la denuncia di Greenpeace, dopo uno studio nelle città minerarie di Arlit e Akokan, in Niger.

Qui opera "Areva", azienda francese leader mondiale nel campo dell'energia nucleare, secondo la quale nessun materiale contaminato proviene dalle miniere. Ma Greenpeace ha trovato diversi bidoni e materiali di provenienza mineraria che gli abitanti usano per costruire le case. L'esposizione alla radioattività causa gravi problemi di salute, con tassi di mortalità doppi di quelli nel resto del Niger.

• Oro rosso. Violando le sanzioni Onu, oro estratto dalle miniere del Congo RD è stato esportato in altri stati africani con falsi certificati. Il contrabbando delle risorse preziose del sottosuolo è tra le cause delle guerre civili. È un traffico ancora fiorente anche se l'industria dei gioielli ha messo al bando diamanti non certificati.

E in Nigeria più di cento bambini sono morti per avvelenamento da piombo, utilizzato per separare l'oro dalla roccia. Gli scarti di lavorazione provenienti da miniere illegali sono finiti nei corsi d'acqua, contaminando attrezzi da lavoro e terreni.

• Etiopia: si coltiva di più. L'aumento delle superfici destinate alle coltivazioni, ha consentito all'Etiopia di incrementare le esportazioni agricole nei primi mesi del 2010. Negli ultimi anni il Paese, ha adottato una politica per estendere la superficie di terreni coltivati che sono cresciuti del 20%. La compagnia aerea etiope, inoltre, offre tariffe agevolate per i prodotti nazionali destinati all'esportazione. Eppure, è noto che la popolazione del Corno d'Africa soffra per fame

• India: sentenza chock. A 26 anni dal disastro di Bhopal, capitale del Madhya, quando il gas sprigionato dall'impianto della multinazionale statunitense di insetticidi Union Carbide causò 20mila morti e centinaia di migliaia di malformazioni, il tribunale ha decretato che otto ex dirigenti tutti indiani siano colpevoli di negligenza fatale. La pena è di due anni di carcere e 1.800 euro di multa. Indignati gli abitanti e le famiglie delle vittime. Oggi l'impianto è abbandonato, l'area attorno è contaminata, ma abitata. Nessun dirigente americano fu mai condannato, così come non è stata mai imputata la multinazionale Usa, forse anche per una scelta diplomatica.

ASL nel terzo mondo

• Cercasi medico per l'Africa. Uno degli obiettivi del millennio per lo sviluppo riguarda l'aspetto sanitario. Un grande limite è la carenza di personale medico in dieci paesi africani. Alcuni esempi. Il Ciad ha meno di un dottore ogni 20mila persone e solo quattro letti ospedalieri ogni 10mila. In Burundi, dove la malaria è responsabile del 47% delle morti, il governo offre assistenza materna e infantile gratuita e cure mediche ai sieropositivi, ma manca personale qualificato. La Sierra Leone ha solo 3 medici ogni 100mila persone e fa ricorso a dottori cubani e nigeriani. Il Mozambico ha solo 548 medici per una popolazione di oltre 22 milioni di persone.

• Farmaci per pochi. Le realtà assistenziali operanti in comunità povere del mondo hanno evidenziato che i diritti previsti negli strumenti internazionali "sono lontani dall'essere assicurati". Uno dei principali impedimenti è costituito dalla "mancanza di accesso ai medicinali a prezzi ragionevoli e agli strumenti diagnostici". Le malattie dovute alla povertà rappresentano ancora il 50% delle malattie nei paesi in via di sviluppo. Nel complesso, quasi 2 miliardi di persone non possono accedere ai farmaci essenziali. Le prime vittime sono i bambini per i quali molti farmaci essenziali non sono stati prodotti. Il diritto alla salute non è per tutti.



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