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Sud/Nord Notizie: Kenya, Congo, Cina, Liberia

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Ancora in bilico

Kenya: soluzione lontana. Dopo gli scontri e le violenze interetniche del post elezioni (600 le vittime), il discusso e contestato nuovo governo si è insediato il 15 gennaio. Intanto la gente si sposta da una zona a un'altra nella quale vivono persone della propria etnia, con il rischio che si creino tante isole etniche.

Si moltiplicano anche le iniziative di pace. Oltre alla giornata di preghiera del 20 gennaio scorso indetta dalla chiesa, i missionari comboniani con altri gruppi cristiani e alcuni leader musulmani hanno organizzato una manifestazione che si è tenuta nello "slum" di Koroghocho, uno dei luoghi più poveri di Nairobi.

Il Kenya è balzato così sulle prime pagine dei mass media di tutto il mondo. Peccato, però, che la preoccupazione maggiore sia stata per i turisti stranieri in vacanza e meno per la popolazione in fuga dagli scontri.

• Congo RD: si parla di pace. Si sono svolti a Goma i negoziati per trovare la pace tra nord e sud della provincia del Kivu. All'incontro hanno preso parte delegati di governo, gruppi ribelli, funzionari internazionali e leader religiosi. Tra i temi affrontati: il ruolo delle milizie locali e straniere, il controllo dei confini e delle armi, lo sfruttamento delle risorse minerarie. I vescovi, prima dell'inizio dei negoziati, hanno scritto un memorandum rivolto ai partecipanti. "Il controllo degli spazi dove si trovano le risorse naturali è una delle principali cause degli scontri nel Kivu. La guerra diventa un paravento per coprire il saccheggio di pirocloro, coltan, oro, diamante, cassiterite e petrolio". Per questo motivo, la comunità internazionale è stata esortata a controllare le compagnie multinazionali che sfruttano le ricchezze del Paese.

Nel prossimo numero aggiornamenti sulle conclusioni dei negoziati.

Giustizia senza morte

• Cina: primo statuto dei lavoratori. È entrata in vigore dal 1° gennaio una nuova legge per il miglioramento delle condizioni di lavoro di molti cinesi, una sorta di "statuto dei lavoratori" che non ha precedenti nella storia del paese. Nei 98 articoli del provvedimento legislativo si stabiliscono nuove regole per assicurare ai lavoratori maggiori sicurezze economiche e sociali. D'ora in avanti, chiunque avrà trascorso almeno 10 anni all'interno di una azienda avrà diritto a firmare un contratto che lo garantirà da eventuali licenziamenti senza giusta causa. Le aziende dovranno contribuire direttamente alle spese per la sicurezza sociale e saranno tenute a rispettare determinati criteri di retribuzione. È il primo sforzo concreto messo finalmente in atto dal governo per la protezione dei diritti dei lavoratori, ma la strada è ancora molto lunga...

• Pena di morte: gioco di squadra. Per il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, la risoluzione non vincolante per una moratoria mondiale sulla pena di morte è "un passo coraggioso compiuto con l'appoggio di diverse regioni del mondo". L'Italia e l'Unione europea, infatti, sono riuscite a coinvolgere con successo numerosi paesi del sud del mondo, smontando la tesi che la moratoria fosse un'iniziativa "neocolonialista". La risoluzione ha avuto 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astensioni; tra i voti contrari quelli di Stati Uniti, Iran e Cina. Nel 1994 erano 97 gli stati che applicavano la pena di morte, oggi sono 49.

Mons. Celestino Migliore, rappresentante della Santa Sede presso l'Onu, ha dichiarato: "Abbiamo insistito molto e continuiamo a farlo affinché il tema della pena di morte sia inserito in un quadro più ampio, di promozione e difesa della vita in tutte le sue fasi, in tutti i suoi momenti, dal concepimento al suo termine naturale".

• Liberia: Taylor a processo. Dopo sei mesi di sosta, è ripreso all'Aja il processo dell'ex presidente della Liberia Charles Taylor, imputato per dieci anni di massacri in Sierra Leone durante il conflitto tra il 1991 e il 2001. Taylor è accusato di aver fornito armi ai ribelli sierraleonesi in cambio di diamanti puri e preziosi; contro di lui ci sono undici capi d'imputazione per crimini di guerra e crimini contro l'umanità (uccisioni sommarie, mutilazioni, violenze contro le donne, arruolamento di bambini soldato). È la prima volta che un ex capo di Stato africano viene processato. La sentenza è prevista nel 2009 e le persone chiamate a testimoniare sono 144.



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