San Freinademetz dai monti alla Cina
Ogni anno la comunità della Teologia dei saveriani di Parma si reca a Molveno (TN) per un periodo di vacanza che ci aiuti a recuperare forze ed energie per affrontare un nuovo anno. L’occasione è propizia anche per visitare qualche luogo che sia significativo per noi: una chiesa, un santuario, in modo da ravvivare e fortificare la nostra fede e soprattutto la nostra vocazione missionaria.
Quest’anno siamo andati ad Oies, in Val Badia (BZ), per conoscere un suo concittadino illustre: il religioso Verbita San Giuseppe Freinademetz. Missionario in Cina, ha dedicato quasi 30 anni all’attività apostolica e missionaria. Quando siamo arrivati in questa piccola cappella per la celebrazione Eucaristica, siamo stati accolti da un piccolo gruppo di signore che pregavano il rosario nella lingua locale (ladina). Si tratta di una cappella semplice, il soffitto è fatto di legno: ha un aspetto molto familiare, è un luogo che trasmette una pace interiore e si "respira" la missione. Un po’ alla volta, sono arrivate anche alcune persone della zona: ma soprattutto i pellegrini, che venivano dalla montagna per fare una sosta e recitare una preghiera.
Per noi saveriani questa visita è stata molto significativa. Ci ha permesso di conoscere da vicino la storia di un santo missionario. Un uomo che si è distinto per le sue doti legate alla testimonianza e alla preghiera costante. Ha affrontato la sua vita con grande impegno pastorale, superando difficoltà di ogni tipo: linguistiche, ma anche culturali (è stato perseguitato, come tutti gli altri missionari). Come non ricordare gli inizi della nostra famiglia missionaria e la visita fatta dal nostro santo Fondatore ai suoi missionari in Cina? La missione è vita, ma anche la bellezza di andare oltre. “È un mandato che ci tocca da vicino: io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzato è una missione” (papa Francesco).







