Ricordi di p. Marini dall'Indonesia
Padre Marini era molto attratto dal dialogo interreligioso. Ha costruito rapporti con tante persone che, anche al momento della sua morte, si sono fatte vicine. Gayatri ci ha telefonato dicendoci che non riusciva a smettere di piangere e ricordava quando un giorno p. Francesco le offrì un pezzo di formaggio, dopo averlo preso apposta dal frigorifero e ripulito dalla crosta, con un atteggiamento pieno di attenzione. Questo suo modo concreto di amare, l'aveva colpita così tanto che non se l'era più scordato.
Mariana Amiruddin, della Commissione nazionale delle donne (istituzione costituita dal presidente indonesiano per la tutela dei diritti delle donne), ci ha detto che, dopo una conversazione con lui, ha continuato il suo impegno civile nel 1998, dopo la caduta del dittatore Suharto.
Budhy Munawar Rahman, intellettuale islamico collega di p. Marini nella facoltà di Filosofia frequentata dagli studenti saveriani, ricorda di aver spesso discusso e imparato tanto da p. Marini sul dialogo.
Insomma, chiunque ha incontrato p. Marini è rimasto colpito dal suo amore così personale, attento e profondo.
Ora lo penso in cielo a discorrere amabilmente con Gesù, proponendo ciò si potrebbe fare per migliorare le cose che, anche lassù, secondo lui, non sono in linea con l'ideale del vangelo.
p. Matteo Rebecchi, sx - Siberut, Indonesia
Avevo invitato p. Francesco per un pranzo indonesiano con Nasi goreng e sate ayam, il suo piatto preferito. Ha gustato con cura e lui mi aveva detto “enak” (buono). Grazie Gesù per avermi fatto conoscere p. Marini! Lui mi ha insegnato ad amare, donare e ringraziare... Sarà per sempre nel mio cuore!
Ina Wahyuningsih







