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''Quo vadis, Domine?'', Il fascino di Roma cristiana e secolare

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Nel film "Quo vadis?", la scena che dà il nome al film vede protagonista l'apostolo Pietro che durante la persecuzione a Roma se la sta svignando. Improvvisamente, il Signore gli appare e gli risponde: "Vado a Roma per farmi crocifiggere un'altra volta". Pietro allora torna a Roma per testimoniare con la vita il suo amore a Cristo.

Le vacanze natalizie sono state per noi studenti di teologia l'occasione per fare un pellegrinaggio sui luoghi che hanno visto gli apostoli e i primi cristiani dare la più alta testimonianza del loro amore per Cristo e per il prossimo. Dal 26 al 31 dicembre, siamo stati ospiti della direzione generale dell'istituto, in viale Vaticano, e abbiamo approfittato per crescere nella fraternità.

Un vero pellegrinaggio

Sulla via per Roma, ci siamo fermati a Orvieto, per ammirare la chiesa del miracolo eucaristico e il pozzo di san Patrizio. Nella città eterna abbiamo assaporato la dimensione universale della chiesa, attraverso la visita alle grandi basiliche di san Pietro, san Paolo fuori le Mura, san Giovanni in Laterano e santa Maria Maggiore.

Non potevamo non fare una visita anche alla chiesa del Gesù, dove è conservata una reliquia del braccio destro del Saverio: il braccio con il quale egli aveva tanto battezzato e benedetto, mostrando a tutti il Crocifisso. Anche le catacombe di san Callisto sono state una meta bellissima: ci ha permesso di vedere quanti miracoli può fare la fede, nel trovare modi di espressione e di devozione.

A Roma s'incontrano un po' tutti i rappresentanti delle chiese sparse nel mondo, studiosi di diverse lingue e culture si confrontano giornalmente sui temi di attualità e di vita per interpretarli alla luce del messaggio cristiano. Roma è una meravigliosa città d'arte... Ma è stato anche bello "perdersi" per le viuzze della capitale per curiosare semplicemente nella vita quotidiana delle persone che vi abitano.

Alla sorgente della fede

Non siamo andati a Roma per dare la vita, almeno non in modo così radicale da morire sulla croce con la testa in giù, come l'apostolo Pietro. Ma abbiamo attinto un po' alla sorgente di quello spirito di viva fede, del quale parlava il nostro fondatore beato Conforti, e che ha nutrito per millenni la fede dei cristiani.

Anche se a Roma non ci torneremo presto, siamo sicuri di incontrare il Signore anche per le vie di Parma, dove siamo tornati per studiare, pregare e formarci al sacerdozio missionario, accanto al santuario "Beato Conforti".

Se il Signore ci domanda "Quo vadis?", noi risponderemo, "Stiamo seguendo Te, Signore!".



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