Quel “Buon viaggio” quasi profetico
Nell’ottobre 2019 su questa pagina parlavo delle ripartenze per la missione in età… avanzata. Avevo nominato anche p. Giuseppe Pulcini, che era stato a casa ed era in procinto di ripartire. Così scrivevo.
“In piena estate, p. Beppe è venuto a salutarci. Gli ho dato qualche “amuleto cristiano”, una medaglia di San Benedetto, due crocette sempre con la medaglia del Santo Patrono d'Italia e una bella scatoletta porta rosari (o anche pastiglie all'occorrenza) con l'effige di una Madonna che lui conosce bene come me. Perché, negli anni trascorsi come formatore a Udine, portava ogni anno i ragazzi, alla “Madone di Mont”, la madonna di Castelmonte. Gli ho donato questi oggetti religiosi un po' tra il serio e il faceto, ma intanto li avevo benedetti. I missionari d'Africa su certe cose, se hanno scherzato prima, adesso non scherzano più. Buon Viaggio!”.
Martedì 20 aprile p. Giuseppe è stato ricordato con una celebrazione in parrocchia a Nembro. Scrive il fratello p. Eugenio: “Nonostante i protocolli Covid, c’è stata una buona partecipazione e una bella testimonianza di fede. La nostra famiglia è numerosa e abbiamo avuto la grazia di essere sempre gioiosamente uniti, grazie soprattutto all’esempio dei nostri genitori (che abbiamo perso presto) e anche alla presenza dei due missionari… che adesso è soltanto uno. Siamo abbastanza sereni, pensando all'offerta della vita (che include la morte) di mio fratello, saveriano convinto e contento di essere missionario in Africa. La fede ci accompagna e ci consola. Crediamo che p. Beppe continui la sua missione dal Cielo, sostenendo anche il nostro cammino missionario, in compagnia dei tanti fratelli e sorelle che ci hanno preceduto. Ci sia di consolazione e di incoraggiamento il suo entusiasmo missionario”.







