Partiamo per i campi missionari?
Scampia. È sera tardi. Una leggera pioggia inumidisce l’asfalto fuori casa. Un ragazzo si avvicina e improvvisamente mi dà un grande abbraccio, di quelli che lasciano il segno. Poi, con le lacrime agli occhi dice: “Ti volevo ringraziare perché questi campi mi hanno cambiato la vita”.
Per lui era il quarto campo, ma la cosa bella è che quest’estate si riparte di nuovo, con gioia. Missione è fedeltà, amicizia ma anche novità. La prossima estate, infatti, non sarà solo Scampia dove andremo a luglio in due periodi (1-13 e 14-28), ma anche l'Albania ad agosto. Lì ci attendono le suore di Madre Teresa per dare una mano con le 57 donne diversamente abili che abitano con loro.
“Eccomi manda me!”, diceva il profeta Isaia 2500 anni fa. L’eco di quella invocazione risuona ancora oggi nei ragazzi e ragazze di Como e del resto di Italia che, coraggiosamente, rispondono alla domanda di Dio: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. Un’antica preghiera diceva che “Dio non ha mani, piedi, bocca”. Ha soltanto le nostre mani e la nostra bocca per dire al mondo che è salvato dal suo amore.
La nostra missione è rivolta in particolare agli impoveriti della storia che con la loro vita ci interrogano: “Mi hai aiutato quando ero nel bisogno?”. Nella loro domanda c'è Gesù che ci interroga sull’autenticità della nostra vita. Missione è caparbietà, come quella dei Fratelli delle scuole cristiane di Scampia che hanno permesso a 63 bambini Rom di andare a scuola, per la prima volta.
Noi giovani di Como andiamo in missione perché cerchiamo il nostro posto nel mondo. Un cantante camerunese dice: “A volte mi chiedo/se la vita ricomincia?/quando le armi si vendono/e i capitali aumentano”.
C’è modo e modo di abitare il mondo: chi per il possesso e chi per il dono. I campi di Scampia (NA) e Scutari in Albania vogliono essere la nostra risposta alla domanda di Dio: chi manderò e chi andrà per noi?
Se ti può interessare, rispondi: “Ecco manda me!”. Vedrai, non ti pentirai. La vita è meravigliosa!







