Padre De Vidi dall'Amazzonia
Purtroppo l’Amazzonia è in metastasi. Ho letto: “Qualora tutti gli insetti morissero, il pianeta intero morirebbe in dieci anni; e qualora tutti gli esseri umani morissero, il pianeta intero... vivrebbe meglio”. Siamo un virus che provoca il cancro, a causa dello sfruttamento predatorio di alberi, suolo, sottosuolo e acqua. La morte ritarda, grazie alla resistenza inerziale della natura. Manca il rispetto per la natura, non c’è nemmeno quello per le persone: qui c’è un western di spari e di morti.
Che fare? Noi ci ostiniamo a creare nuovi fragili baluardi. È che crediamo in Cristo che ha vinto in croce: Dio Padre l’ha salvato non dalla morte, ma nella morte.
Tutto quello che facciamo è uno sforzo inadeguato, di fronte a tanti e tali problemi; è però un segno della nostra buona volontà...
Questa non ci manca: il santuario di cui sono parroco ha accettato di organizzare l’anniversario dei 40 anni della Pastorale della gioventù del Brasile Nord 2. In febbraio, abbiamo ospitato 100 delegati per 3 giorni di assemblea e poi un Festival di mille giovani. Riconosco che i giovani della mia parrocchia sono un’armata Brancaleone, ma con l’aiuto di Dio e la nostra creatività, abbiamo compiuto la missione brillantemente. I giovani sono la nostra speranza (e talvolta la nostra disperazione).
Parafrasando Lorenzo de’ Medici: “Chi vuol esser lieto, solidarizzi, del doman non c’è certezza”.
Buona Pasqua.
- p. Arnaldo De Vidi, sx - Abaetetuba, Brasile.








