Pace in terra agli uomini che Dio ama
Quaresima e Giubileo
L'invito alla celebrazione del Giubileo narrato nel capitolo 25 del Levitico, un libro dell'Antico Testamento. Vi si legge il racconto di Dio che parla a Mosè e lo esorta a spronare il popolo eletto al perdono, alla riconciliazione e alla giustizia sociale. Giubileo: un tempo di grazia, di conversione, di perdono reciproco.
Stiamo per entrare nel periodo della quaresima: quaranta giorni per prepararci alla Pasqua, la festa della liberazione e della salvezza. Un tempo che, per il cristiano, dovrebbe essere intessuto di silenzio, di contemplazione: l'attraversamento del deserto, il cammino verso la Terra Promessa. A Roma il Papa ha aperto di persona le porte delle quattro basiliche. Non necessario che tutti noi ci rechiamo in pellegrinaggio alla Città Eterna; ma tutti siamo chiamati a spalancare la porta del nostro cuore per andare incontro agli "ultimi", i veri protagonisti del Giubileo. Facciamo entrare nel nostro vissuto la luce di Cristo, la sua persona amabile e dolce, la sua parola che purifica e rasserena. E dietro di Lui, ne sono certo, troveranno spazio nel nostro cuore i fratelli e le sorelle che accanto a noi o in terre lontane camminano nel buio della solitudine e della disperazione.
La quaresima dell'Anno Giubilare potrebbe segnare per ciascuno di noi l'avvio di un percorso di rinnovamento a partire dalla vita quotidiana alla quale siamo chiamati. Oggi, nelle comunità cristiane sono in tanti a lamentarsi del fenomeno della secolarizzazione, mentre non si accorgono di accettarne le conseguenze nella vita di tutti i giorni, con il rischio di cadere nel disimpegno e nell'attesa indifferente.
Una secolarizzazione degli ideali, delle virtù, dell'impegno fattivo.
Aprire le porte a Cristo e ai fratelli
E' necessaria una conversione che ci faccia passare attraverso quella porta che Cristo stesso con un'attenzione diversa al dolore che si fa sempre pi scoperto, e che la società in cui viviamo tende a nascondere, a isolare, con una diversa sensibilità verso le cose che intessono la nostra vita di tutti i giorni.
Il Papa nella lettera di indizione del Giubileo ha scritto: "La Chiesa non può varcare la soglia del nuovo Millennio senza spingere i suoi figli a purificarsi. Le porte spalancate delle basiliche romane sono un invito ad un passaggio: il passaggio dal peccato alla grazia, la spinta ad una riflessione radicale sulla propria fede, sul ruolo che Cristo e il suo Vangelo giocano nella nostra vita, il desiderio di forte conversione e di rinnovamento personale, in un clima di sempre pi intensa preghiera e di solidale accoglienza del fratello, specie del più bisognoso. Dobbiamo ripartire da Cristo, figlio di Dio, che si spogliato di tutto, per mostrare solo il Padre e il suo amore per noi.
Quaresima, tempo di disciplina, di distacco dalle cose, a partire dal nostro quotidiano, dal nostro ambiente, proponendoci una vita semplice e sobria sia a livello personale come pure familiare, allargando la nostra attenzione alle dimensioni del mondo. Con lo sguardo rivolto alle condizioni più drammatiche nelle quali vivono le popolazioni del Sud del mondo, proponendoci percorsi concreti, sia individuali che collettivi, per superare queste situazioni di squilibrio planetario e ristabilire condizioni di vita e dignità per tutti gli abitanti del pianeta.
La nostra sarà una piccola goccia, ma che cadrà nel mare immenso dell'amore di Dio per l'uomo e la donna, anche i pi lontani e sconosciuti.
Forse ci siamo abituati ad aiutare gli altri, ma senza uno sforzo teso a modificare il nostro sistema di vita. Dobbiamo proporci, da cristiani, uno stile di vita sobrio e semplice, accontentandoci del "giusto necessario", resistendo alla logica dell'efficienza e del profitto, favorendo la gratuità e le relazioni umane.
Per un'autentica quaresima cristiana
Ci sono varie iniziative che possiamo fare nostre o per le quali siamo invitati a batterci: sforzarci di non divenire schiavi dei mass media, utilizzare i mezzi pubblici, sostenere il commercio equo e solidale facendo alcune delle nostre spese nelle cosiddette "Botteghe del Sud del mondo", partecipare al microcredito mettendo i nostri risparmi in banche alternative che offrono la possibilità di controllare come sarà impiegato il nostro denaro, sostenere i movimenti che chiedono l'abolizione del Debito estero dei Paesi poveri, ascoltando i frequenti richiami del Papa circ questo problema che una delle cause principali dell'impoverimento e della dipendenza politica di tante nazioni del Sud del mondo.
Ha detto il Pontefice: "Senza una solidarietà internazionale si va incontro ad una catastrofe". Più della metà delle Chiese Locali europee da tempo hanno aderito in maniera fattiva alla Campagna per l'abolizione dei debiti che debbono far vergognare i Paesi cosiddetti civili. Tutti siamo chiamati a collaborare perchè questi debiti possano trasformarsi in sviluppo. Siamo pure invitati ad appoggiare i movimenti che si oppongono alle spese militari e che incoraggiano il boicottaggio dei prodotti ottenuti con lo sfruttamento del lavoro dei bambini e dell'ambiente; come pure a fare della non violenza il nostro stile di vita, affinchè nasca una cultura di pace e giustizia.
La quaresima giubilare deve essere tempo di perdono e di accoglienza reciproca.
Ha detto il Papa: "La Chiesa non teme la verità. La Chiesa deve chiedere perdono". Siamo invitati a considerare e valorizzare i fratelli e le sorelle a qualunque razza appartengano, rispettando e lasciandoci arricchire dai valori di ogni cultura, specie della "cultura dei poveri". Cristo vuole raggiungere tutti, pur con linguaggi diversi. Ripartiamo da Lui, per camminare insieme nel nuovo Millennio. Facciamoci messaggeri della buona notizia che annunzia il ritorno di Dio nella nostra condizione umana.
Guardiamo con profonda gioia e stupore al disegno d'amore che il Signore ha tessuto per ciascuno di noi. E incamminiamoci con fede e speranza sul sentiero della conversione: sarà questo il nostro pellegrinaggio pi vero e autentico.
All'inizio di questo scritto dicevamo: la quaresima tempo di silenzio, di deserto, di contemplazione.
Guardiamo a Maria, donna del silenzio e dell'ascolto, e camminiamo con Lei incontro alla Passione e alla Risurrezione dei suo figlio Gesù, il Redentore.








