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Diluviava, come difficilmente capita a Roma, quando un buon gruppo di 300 persone si è dato appuntamento, la sera del 24 novembre scorso, al n.249/B dell'Appia Antica, a Roma, per celebrare un evento davvero singolare: la nascita di un nuovo libro - tutto d'oro - e che è l'ultima pubblicazione di p. Battista Mondin. Quest'opera è stata curata in esclusiva dall’editore Salvatore Dino, che ha anche ospitato l’evento in casa sua.

Padre Mondin, alla vigilia dei suoi 75 anni e chiudendo il ciclo dell’insegnamento ci ha voluto sorprendere ancora una volta, donandoci, in occasione del Grande Giubileo, quest'opera monumentale, che parla esclusivamente e in modo straordinario di Dio. Un'opera singolare, non solo per lo sforzo di farlo conoscere attraverso un cammino intellettuale e pienamente razionale. Il volume è una sintesi di ciò che la ragione umana può dire di Dio.

Teoricamente parlando - ma vorremmo che fosse così anche nella realtà - chiunque, credente o no, potrebbe essere in grado di conoscere Dio e di accostarlo come tale nella sua vita, attraverso la lettura o lo studio di questo testo.

Potremmo anche dire che si tratta di un'opera veramente missionaria, perché annunzia a tutti gli uomini e a tutte le donne la buona notizia di Dio, utilizzando però dei mezzi semplicemente umani, la ragione. Per un missionario Saveriano, come p. Mondin, un modo originale e singolare di annunciare la Buona Novella e d'essere apostolo del Vangelo. A quanti ancora non conoscono il signor Gesù, il nostro autore dà loro la possibilità di raggiungerlo e di conoscer lo attraverso quest'opera intelligente e missionaria.

Un libro da leggere in piedi

Per la presentazione dell'opera, nella sede dell'editore Dino, tra i tanti ospiti illustri, c'è stato anche il card. Paul poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. “è con vivo piacere – ha detto tra l’altro il porporato – che sono qui con voi per presentare  l'opera, davvero monumentale ed originale anche per l'essenzialità del titolo "Dio".

Un grazie particolare va pertanto agli autori di quest'opera: a p. Battista Mondin, professore emerito della Pontificia Università Urbaniana, che ha curato il testo, e al maestro Dante Ricci, che ha arricchito il volume con le sue illustrazioni ad olio e con i magnifici sbalzi di copertina.

L'opera eccellente, di cui sono stati gli artefici, trova nel grande Giubileo del 2000 il suo contesto più idoneo e la sua motivazione di fondo: se obiettivo dell'Anno Santo è quello del rinnovamento profondo  del credente, del ritorno glorioso a Dio, della riscoperta esistenziale della sua misericordia, ecco allora la ragion d'essere di  un'opera che ripropone all'attenzione di tutti, teologi, letterati, artisti, gente comune, la parola chiave della riflessione sul mistero dell'uomo e del mondo: Dio.

Paradossalmente il secolo che ha raccolto il grido di Nietzsche "Dio è morto!" e lo ha riproposto in numerose forme e linguaggi, dalla filosofia all'arte, dalla musica alla poesia, si è concluso, lasciando spazio al Terzo Millennio, con una situazione nuova e, per certi versi, inattesa, che ben può essere riassunta nel motto di Heidegger: "Ormai solo un Dio ci può salvare".

Coloro che teorizzavano la morte di Dio, la scomparsa del cristianesimo dalla scena storica del '900, sono stati travolti dagli straordinari cambiamenti degli ultimi due decenni, in cui è tornata prepotentemente a farsi sentire la nostalgia di Dio, il bisogno di ritrovare un dialogo con Lui, la voglia di ascoltarlo nuovamente per allacciare nuovi legami di amicizia e di amore.

Sono tanti i segnali, a volte anche contraddittori, di questo ritorno a Dio, che si colgono anche in ambienti tradizionalmente poco religiosi o poco inclini a farsi coinvolgere in un itinerario di fede. Penso ai tanti filosofi, scienziati, artisti che, anche in occasione del Giubileo, hanno manifestato grande attenzione al fatto religioso, sono tornati ad interrogarsi su Dio, sulla sua esistenza, sulla sua azione nel mondo, sul rapporto che ciascuno di noi instaura con Lui ... ".

Crediamo, in queste parole, di trovare anche noi stessi, in ansiosa ricerca di qualcosa che solo Dio può darci. Qualcuno, quella sera, ha avuto la brillante idea di affermare che il libro di p. Mondin fosse "un libro da leggere in piedi": non solo per i contenuti, decisamente elevati, ma anche per la mole dell'opera, che difficilmente si può leggere stando comodamente seduti in poltrona.

L'incontro con Dio esige da noi un cambiamento, un cammino, che non si può certo fare stando seduti. E' utile ricordare che anche il Papa ha voluto, in qualche modo, essere presente a quest'evento: con un magnifico testo poetico che fa da prologo al libro. Padre Mondin ha chiuso la serata elevando una lode: "A Dio Onnipotente, creatore del cielo e della terra e di ciascuno di noi, Padre amatissimo e amantissimo, per avermi concesso la gioia di scrivere questo libro, che è una sintesi di ciò che la ragione può dire di lui ... ".



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