P. Marino Rigon racconta i suoi 50 anni di sacerdozio
Villaverla, 10 giugno 2001
Padre Marino Rigon, nato a Villaverla il 5 febbraio 1925, secondo di dieci figli, missionario Saveriano - mezzo secolo di vita consacrata al Bangladesh - progettista di chiese, raffinati ricami d'oriente, sposati al Verbo - costruttore di scuole, di teatri – realizzatore di opere sociali – innamorato dei poveri – promotore di scambi culturali d'alto livello – traduttore geniale, fedele del sommo poeta Tagore e di altri autori bengalesi (40 volumi editi). Insignito di medaglia d'oro dal Bangladesh. Accademico olimpico onorario di Vicenza e fregiato di altri titoli. È in Italia, a tempi brevi, per un serio intervento al cuore, superato con brio.
Mai più pensavo di essere in Italia quest'anno, per il mio 50mo di Sacerdozio. Il Creatore ha scosso la mia vita, soprattutto il mio cuore, perché oggi possa essere qui con tutti voi a festeggiare. La mia omelia dovrebbe essere una sola parola: grazie! Detta con il cuore, dice tutto. Oggi è la festa della SS.Trinità.
Confesso che la mia vita sacerdotale e missionaria ha annunziato la Trinità: un solo Dio che è al di sopra di ogni cosa, agisce per tutto ed è in tutte le cose. Allora il primo grazie deve andare al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. È voce corrente che la vocazione religiosa è dovuta ai genitori, ed è vero. Ma un attore importante per me è stato la gente di Villaverla. Quanti mi hanno ripetuto: "Domenica ti faranno festa!".
Meglio dire: "Facciamo festa insieme, perché è stata Villaverla che mi ha dato la vocazione missionaria". Chi mi ha portato dai Saveriani è stato il primo missionario di Villaverla, p. Ulisse Benetti, ma chi ha nutrito la mia decisione è stata la vita cristiana di Villaverla, con il suo pastore, mons. Massimiliano Randon, unita al catechismo di ogni domenica, al servizio della liturgia come chierichetto, alla partecipazione nell'Azione Cattolica.
La scuola elementare del paese mi aprì la mente all'amore per la scienza; un amore che in Bangladesh mi fece costruire ed aprire decine di scuole. La s. Vincenzo di Villaverla, mi aprì il cuore verso i poveri e gli ammalati, che laggiù avrei incontrato a migliaia.
Villaverla, con le sue attività teatrali, mi ha inculcato l'amore per l'arte e la poesia: attività che ho sviluppato in pieno in Bangladesh, con particolare attenzione alla spiritualità della letteratura bengalese e le traduzioni in italiano del divo poeta Tagore e altri.
In Bangladesh ho curato varie manifestazioni artistiche religiose, che sono numerose e, ispirato da Villaverla, ho costruito un teatro, dove bambini e giovani si esercitano nell'arte della recita, del canto e della danza, tanto che alcuni artisti son riusciti ad esibirsi anche in Italia.
Quest'anno nel giorno vero del mio 50mo, il 10 marzo, ero a letto, appena operato. C'erano tutti i motivi per rammaricarmi di vivere così una data tanto solenne, ma la Provvidenza mandò i suoi angeli a portarmi vari messaggi: persone di Villaverla, i Superiori Saveriani da Roma, il Vicario Generale della diocesi di Khulna. Il messaggio era chiaro: il Creatore mi ha fatto rivedere i luoghi dove io ho passato la mia vita e dove sono stato sacerdote e missionario. Quel giorno è stata gioia grande, come grande è la gioia d'essere qui in mezzo a voi oggi a Villaverla a celebrare con riconoscenza il mio 50mo.








