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In Giappone, durante la sua recente visita, Francesco ha aggiunto un nuovo capitolo all’enciclica Laudato Si’. Quando si ferisce l’ambiente, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Da queste “periferie” che sono al centro (Amazzonia, Thailandia, Giappone), il papa invoca un mondo più giusto e pacifico, per l’armonia tra uomo e ambiente, per l’amicizia tra credenti di diverse religioni. In questo mese, dedicato alla pace, ospitiamo la riflessione del professor Anselmo Palini, che ringraziamo. Speriamo che questo vibrante appello venga accolto.

“Con convinzione desidero ribadire che l’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai, un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignità, ma contro ogni possibilità di futuro nella nostra casa comune. L’uso dell’energia atomica per fini di guerra è immorale, come allo stesso modo è immorale il possesso delle armi atomiche…”.

Parole chiare e forti quelle di papa Francesco, pronunciate il 24 novembre a Hiroshima, nel luogo simbolo “del buco nero di distruzione e di morte", nell’abisso del silenzio provocato dallo scoppio della bomba atomica che il 6 agosto 1945 distrusse la città, “in un’ora tremenda che segnò per sempre non solo la storia di questo Paese, ma il volto stesso dell’umanità”.

La Santa Sede è il primo firmatario del “Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari”, votato alle Nazioni Unite nel luglio del 2017 da 122 Paesi (assente l’Italia). In esso viene affermato che le armi nucleari sono inaccettabili e disumane. Un Trattato che attende ancora una quindicina di ratifiche per poter diventare una norma internazionale. Lo farà il nostro Paese? Con un passo avanti rispetto alla dottrina sociale della Chiesa in questo campo, il Papa ha condannato come immorale non solo l’uso delle armi atomiche, ma anche il semplice possesso degli ordigni di distruzione di massa.

In Italia sono presenti almeno 70 ordigni nucleari nelle basi Usa di Ghedi, Aviano e Pordenone. Nel 2020 è prevista una loro progressiva sostituzione con ordigni ancora più micidiali in grado di essere trasportati dai nuovi caccia bombardieri F35, commessa ritenuta strategica dal Governo italiano che ha rimosso ogni limite al loro acquisto. Di fronte all’immoralità della presenza di armi atomiche sul suolo del nostro Paese, il mondo cattolico e la società civile raccoglieranno l’appello del Papa e si attiveranno in merito?

E la politica del nostro Paese resterà sorda di fronte alle parole nette del Pontefice? Quanto detto da papa Francesco in Giappone riecheggia l’implorazione di Paolo VI il 4 ottobre 1965 davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite: “Mai più la guerra! Mai più la guerra! Lasciate cadere le armi dalle vostre mani. Non si può amare con le armi in pugno”.

Anche a Nagasaki, nella spianata dell’Atomic Bomb Hypocenter Park, papa Francesco ha utilizzato parole taglienti: “Nel mondo di oggi, dove milioni di famiglie e di bambini vivono in condizioni disumane, i soldi spesi e le fortune guadagnate per fabbricare, ammodernare, mantenere e vendere armi, sempre più distruttive, sono un attentato continuo che grida al cielo”. Sapremo raccogliere l’appello del Papa contro le armi nucleari?



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