Non più ospiti, ma fratelli
L’Ufficio diocesano Migrantes è stato attento all’evolversi dei fenomeni migratori che hanno caratterizzato il territorio della diocesi (solo nel porto di Salerno sei sbarchi di oltre seimila profughi e richiedenti asilo). Sua missione principale è stata promuovere la nascita di nuove comunità di immigrati, che contribuiscano a formare, nel territorio che li ha accolti, uno spirito di accoglienza.
Supporto reciproco e accordi…
La nascita di nuove realtà associative ha dato forza a questo processo di integrazione, dando vita a una volontà condivisa: vedersi non più ospiti ma fratelli. Queste comunità godono di completa autonomia e sono state inserite nella rete delle politiche sociali degli enti e delle amministrazioni di riferimento.
Non è possibile dimenticare le innumerevoli emergenze che hanno investito il nostro territorio. L’ufficio Migrantes, in accordo con le diocesi vicine e gli altri enti assistenziali e diocesani, ha garantito supporto spirituale, di prima accoglienza e accompagnamento. Sono stati avviati protocolli d’intesa con le istituzioni ed è stata rafforzata la collaborazione con le realtà diocesane che s’impegnano a promuovere l’uguaglianza dei diritti, fondamento inalienabile per un mondo che mira alla verità.
Tanti momenti di condivisione
Nel territorio della diocesi è sorta una fitta rete collaborativa, che vede la partecipazione, a vario titolo, di sacerdoti, religiosi e collaboratori laici. Da segnalare la cooperazione con la Caritas, i saveriani, l’ufficio missionario, il Laicato saveriano, l’associazione “Migranti senza frontiere” e le Acli, i quali promuovono vari momenti di condivisione con tutte le comunità presenti.
Incontri periodici sono promossi dai saveriani di Salerno con tutte le comunità presenti sul territorio, per venire incontro alle problematiche che si presentano (lavoro, scuola, difficoltà). Sono organizzati anche momenti di condivisione (Messa di Natale, Via Crucis vivente, convegni), senza dimenticare la “Festa dei Popoli”, giunta nel 2016 alla settima edizione. In questa occasione, tutte le comunità della diocesi, attraverso cultura e folklore, manifestano la gioia dello stare insieme. Queste giornate di festa, precedute dalla celebrazione Eucaristica, vedono la partecipazione anche di comunità extra-diocesane, mostrando così al territorio ospitante, che non esistono divisioni e fazioni, ma si è tutti partecipi della stessa gioia.
Immagine di una chiesa unita
Nell’ultimo incontro a Pompei, con mons. De Luca si è analizzato e promosso il vademecum dell’accoglienza nelle parrocchie, costituendo un’equipe divisa per metropolita. Essa andrà a informare, spiegare, testimoniare, sensibilizzare le numerose realtà parrocchiali sull’accoglienza.
La presenza numerosa e multiculturale ha portato a una stretta sinergia con gli Uffici diocesani, mostrando all’immigrato un’immagine unita della chiesa.
L’ufficio Migrantes si è fatto, inoltre, promotore di uno sportello per immigrati a Salerno, richiedendo l’accreditamento per il servizio civile, in modo che i giovani della diocesi possano capire il fenomeno migratorio da vicino.
Il Signore nelle difficoltà degli ultimi
Stiamo pensando anche a una casa di accoglienza per detenuti stranieri, in collaborazione con comune e ministero di Grazia e Giustizia, che sono alla fine della pena, per impegnarli in lavori socialmente utili.
Il fenomeno immigrazione, purtroppo, mostra anche tanti lati negativi. Le chiusure sono tante e il lavoro pastorale ha molteplici difficoltà. Ma siamo in tanti a credere che pregare e operare insieme come unica chiesa porti i suoi frutti. Ringraziamo il Signore per l’opportunità di incontrarlo ogni volta proprio nella difficoltà degli ultimi.







