Nella culla del Rinascimento
Il grande regista Franco Zeffirelli, decantando la città che gli ha dato i natali, così si esprimeva: “Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi; se il genio dell'uomo è arrivato a tanto, allora anch’io posso e devo provare a creare, agire, vivere”.
Anche noi saveriani dello studentato teologico abbiamo voluto rifare questa esperienza, accompagnando domenica 25 agosto un pellegrinaggio, organizzato dal gruppo missionario “Piero Sartorio” di Viadana.
Partiti presto la mattina, prima tappa è stata San Miniato al monte. È questo il polmone spirituale di Firenze. È da qui che - attraverso la testimonianza di San Miniato la cui storia mista a leggenda racconta che fu ucciso per rifiutarsi di adorare divinità pagane - la fede è arrivata al popolo fiorentino. Squisita l’accoglienza da parte dei monaci olivetani, attuali custodi di questo luogo sacro, e bella anche la concelebrazione dell’Eucarestia domenicale.
La vista su Firenze da piazzale Michelangelo è davvero mozzafiato: la cupola del Brunelleschi che imponente stava davanti a noi; la Torre del Palazzo della Signoria che alta svetta su tutti gli altri edifici; la torre di Giotto annessa a Santa Maria del Fiore; il lento scorrere dell’Arno. Insomma, non saremmo mai scesi da là. Ma Firenze ci attendeva: la giornata è trascorsa camminando tra i famosi vicoli della città di Dante e Michelangelo, di Vespucci e Meucci, di Lorenzo il Magnifico e di Don Milani… Camminare sul Ponte Vecchio, entrare nella Chiesa di Santa Croce, rivedere i portali del battistero è stato come rivivere l’esperienza della grandezza di una città e di persone che hanno lasciato il segno nella storia e che, grazie al loro genio e creatività, continuano a essere un esempio anche per noi.
Grazie amici di Viadana e dintorni per questa opportunità. I nostri studenti dall’Indonesia e dal Congo sono rimasti contenti di questa immersione in tanta bellezza e splendore. Tornando a casa una domanda sorgeva spontanea: qual è l’eredità che stiamo lasciando alle future generazioni?







