Natale, festa della speranza - Da Brescia
Con il Natale tutto è cambiato. Colui che era “lontanissimo” è diventato nostro “prossimo”, vicino di casa, compagno di viaggio. Sembrava un desiderio folle, ma è stato esaudito. Perciò tutti noi, in modo più o meno cosciente, celebriamo il Natale con entusiasmo, moltiplicando anche nelle strade le manifestazioni di festa e di gioia.
Dio si è fatto nostro prossimo. Eppure, a volte a noi non piace essere prossimi a Lui. È un vicino di casa che sembra infastidirci. Alla sua compagnia preferiamo essere soli e desolati, lungo il cammino della vita. Preferiamo un Dio che non interferisca nei nostri affari; non ci disturbi; ci lasci più autonomi e padroni del nostro destino.
Il prossimo Natale ci faccia capire meglio che Dio non è un intruso. Estrometterlo significa rinunciare a gustare il senso della nostra esistenza.
Ci rendiamo conto del malessere e dei guai che affliggono il nostro tempo. Ma il Natale ci riempie di speranza. A Betlemme è nato il Signore della storia, che ci ha detto: “Avrete tribolazione, ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo”.
Chiediamo al Bambino Gesù di ispirarci parole, silenzi ed azioni che sappiano dare significato al dolore dell’umanità. Ci renda protagonisti infaticabili di pace e di speranza, per i vicini e per i lontani. A voi e a tutti i popoli della terra,
Felice Natale! p. Rosario e i saveriani di Brescia.








