Mozambico, iniettare speranza e vita
Nel 1998 i saveriani arrivano in Mozambico, dove, nel 1541, li aveva preceduti S. Francesco Saverio. Si era fermato lì per sette mesi, in viaggio verso l'Oriente. Negli anni ‘90, nonostante l’enorme bisogno in altre parti del mondo (specie in Asia), si decise di fondare una nuova missione in Africa, seguendo l’intuito e le scelte di Gesù: gli esclusi, gli abbandonati, gli assetati di giustizia e pace. Il Mozambico infatti era un paese prostrato da una terribile, lunga, guerra civile. Missioni interamente distrutte, vaste zone abbandonate dalla popolazione in fuga, intere aree ancora disseminate di mine. In questo paginone, p. Andrea Facchetti (che ringraziamo) ci racconta la sua ricca esperienza missionaria. I saveriani si mettono al servizio della Chiesa locale, impegnata nella ricostruzione fisica, morale, culturale e spirituale del paese. Si sentono come “una piccola pianta che ha messo radici ed è cresciuta sui rami di un’altra più grande”. Ricevono tutto dall’albero e, allo stesso tempo, danno tutto se stessi, diventando un tutt’uno. La missione è dare e ricevere.







