Mostra interattiva H2OK a Udine
Il centro di volontariato internazionale (CEVI), in collaborazione con il centro "Aiuta chi aiuta" del Friuli Venezia Giulia, ha realizzato una mostra sull'acqua, aperta al pubblico dall'8 febbraio al 3 marzo, presso la casa dei saveriani di Udine. Interessante lo slogan della mostra: "Un diritto umano, un bene comune. Non c'è acqua da perdere". Obiettivo dell'iniziativa è promuovere una nuova "cultura dell'acqua", in linea con il decennio per l'acqua (2005-2015) indetto dall'Onu.
Un patrimonio da conservare
La mostra si inserisce in una campagna di sensibilizzazione sulla gestione e sull'uso dell'acqua che induca a comportamenti e impegni responsabili, sia individuali che collettivi, e che promuova una nuova cultura e politica dell'acqua come fonte del "vivere insieme" pacificamente.
La terra deve diventare uno spazio di risorse condivise e l'acqua diventa il simbolo di questa nuova "cultura" di responsabilità verso la natura e le future generazioni, a partire dal riconoscimento del diritto all'acqua per tutti e dalla salvaguardia di questo bene comune come patrimonio dell'umanità intera.
Alunni e docenti in visita
La mostra si è rivolta in particolare ai docenti e agli alunni della scuola primaria e secondaria di 1° e 2° grado di tutta la provincia di Udine. Ovviamente non sono mancati i gruppi scolastici dalla città e dintorni. A docenti e alunni sono stati dati anche materiali di supporto e approfondimento, al fine di analizzare e sviluppare ulteriormente i temi trattati.
Il percorso, di tipo interattivo e guidato da operatori del CEVI, aveva la durata di circa due ore per gruppo scolastico. L'adesione all'iniziativa è stata buona: infatti, sono stati parecchi i gruppi scolastici che hanno visitato la mostra.
La mostra è realizzata in modo pluridisciplinare con materiali artistici, scientifici e multimediali, affrontando argomenti riferiti all'acqua: la disponibilità e l'accesso, gli usi e i consumi, le acque minerali, i disastri ambientali, la desertificazione e l'inquinamento, i conflitti, la gestione globale e locale e, infine, il diritto all'acqua.
L'acqua e il benessere
Vale la pena ricordare che tutt'oggi circa un miliardo e seicento milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile. Ogni anno otto milioni di persone muoiono per malattie legate all'utilizzo di acqua stagnante. Ogni giorno 34mila persone, in prevalenza donne e bambini, muoiono per la mancanza di acqua potabile.
E non si possono dimenticare le "spinte" per privatizzare l'acqua e gestirla come valore economico strategico, anche in termini di speculazione finanziaria o di comportamenti politico-sociali che possono portare a vasti conflitti








