Missioni Notizie: Martiri - Congo, Brasile, India
Continua il martirio
L’onore degli altari. Nei mesi di ottobre e novembre saranno proclamati una trentina di nuovi santi e beati. In particolare, il 13 novembre, a S. Pietro, è prevista la canonizzazione di Charles de Foucauld, il monaco del dialogo con i musulmani e fondatore dei Piccoli Fratelli. Il 20 novembre, a Guadalajara in Messico, saranno beatificati Anacleto Gozalez Flores e sette compagni che hanno dato la vita per Cristo in Messico, tra il 1927 e il 1931. Il processo di canonizzazione era iniziato nel 1994. Sulle vicende di questi otto “servi di Dio”, sulle loro vite, sulla situazione politica, sociale e religiosa del Messico in quegli anni, il saveriano p. Tiberio Munari ha scritto un libro dal titolo “Derramaron su sangre por Cristo. Versarono il loro sangue per Cristo”. Le loro reliquie erano conservate nella chiesa del seminario saveriano di Arandas, in Messico. Le hanno ora restituite alle loro comunità ecclesiali di origine, per la venerazione.
Congo: Pascal Kibembi. Il segretario dell’associazione per i diritti umani “Héritiers de la justice”, Pascal Kibembi, è stato ucciso da uomini armati nella sua casa a Bukavu, in Congo. Cinquemila persone hanno partecipato ai funerali. Il presidente congolese, Joseph Kabila, ha disposto un’inchiesta sulla morte. Kibembi, 55 anni, da alcuni mesi era un membro della Lega per i diritti dell’uomo nei Grandi Laghi. Negli anni passati, egli aveva condotto varie inchieste su massacri compiuti nell’est del Paese. Fondata nel 1991, “Héritiers de la justice” è nata come servizio delle chiese protestanti per i diritti umani e la pace.
Brasile: don Giuseppe Bessone. Sacerdote “fidei donum” della diocesi di Pinerolo, don Beppe Bessone è stato ucciso il 2 settembre scorso a Blumenau, nel sud del Brasile. Aveva 62 anni. Dopo aver trascorso un periodo di vacanza in Italia, don Bessone era tornato da poco in Brasile dove era missionario dal 1975. L’assassino è un adolescente di 16 anni. Il giovane sarebbe stato accolto da don Bessone nella casa parrocchiale della chiesa di Sant’Antonio, che il sacerdote guidava da sette anni. Forse per rapina, a seguito di un alterco, il giovane ha estratto un coltello e ha colpito ripetutamente don Giuseppe, prima di fuggire. Il ragazzo aveva un carattere difficile, da anni era stato abbandonato dalla famiglia e viveva per strada. Era conosciuto dai sacerdoti, che lo avevano aiutato spesso perché riuscisse a mangiare. Il vescovo di Pinerolo, mons. De Bernardi, definisce don Bessone “un uomo forte, un bravo missionario che ha lavorato con umiltà al servizio dei bisognosi”.
India: p. Mathew Nellickal. Padre Mathew Nellickal, è stato ucciso da ignoti nella città dello stato indiano nordorientale dell’Assam. Il sacerdote cattolico, 65 anni, già direttore della Scuola superiore Don Bosco di Tezpur, da 30 anni svolgeva la propria missione nella città del nordest. Era il vicario generale della diocesi di Tezpur. Tutti ne parlano come di “un uomo senza nemici”. Le comunità cristiane locali sono sotto shock per questo assassinio “irragionevole”.
Una storia speciale
Frère Roger Schutz: l’uomo del dialogo. Il 16 agosto scorso, una squilibrata ha accoltellato e ucciso frère Roger Schutz, fondatore della Comunità ecumenica di Taizé, in Borgogna. Stava pregando i salmi del vespro con migliaia di fedeli. Frère Roger aveva novant’anni. Fin da adolescente era stato forte in lui il desiderio di creare una comunità in cui ogni giorno si potesse vivere e vedere una riconciliazione tra cristiani. Nel 1940 frère Roger, pastore protestante, si trasferisce dalla Svizzera in Francia, a Taizé appunto. Qui, acquista una casa abbandonata dove inizia ad accogliere i rifugiati di guerra, in particolare ebrei. Il giorno di Pasqua del 1949, frère Roger e i primi fratelli si consacrano al celibato e alla vita comunitaria in semplicità.
Il villaggio francese diventa luogo di preghiera e di dialogo, punto di riferimento per uomini di diverse confessioni e soprattutto per tanti giovani. Ragazzi di vari continenti e di tutte le fedi cristiane vi si recano per vivere giorni di preghiera e raccoglimento. Da Taizé partono anche tanti fratelli per i luoghi più disagiati del mondo.
Nel 1962 frère Roger aveva partecipato da osservatore al Concilio Vaticano II. Qui conosce Karol Wojtyla che, da arcivescovo di Cracovia, si era recato due volte a Taizé. Ci tornò da Papa nel 1986. Andrea Riccardi, di Sant’Egidio, ha definito frère Roger “un uomo dalla figura fragile e sorridente che però nascondeva la tempra di un grande monaco europeo. Non si atteggiava a maestro, ma a semplice compagno. Ha saputo accettare i giovani com’erano, originali, difficili, diversi. Taizé è un grande luogo dello spirito in Europa”. Per Enzo Bianchi, frère Roger era “un grande tessitore di dialogo, un uomo di Dio. Era stimato e venerato quasi come un santo; ma lui restava semplice e povero, mai inorgoglito dal successo”.








