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Missioni Notizie: Congo RD, Giappone, missionari uccisi

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Formazione al dialogo

Congo RD: laboratorio di cultura e pace. Il cardinal Martino, presidente emerito del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, ha benedetto la prima pietra dell'Istituto panafricano per la Dottrina sociale della chiesa, a Kinshasa. Il nuovo Istituto è un ente autonomo nell'ambito dell'università Cattolica del Congo. L'augurio è che l'Istituto diventi un laboratorio della cultura di pace, che provveda alla formazione di chi aspira alla pace e che promuova il bene comune, senza discriminazione.

Nell'Istituto saranno educati i politici di domani, inclini al buon governo, al rispetto del bene comune e dell'etica in tutti i settori della vita sociale.

• Giappone: nuovo direttorio. Per iniziativa della Conferenza episcopale giapponese, si è svolto a Nagasaki un simposio per presentare il nuovo Direttorio per il dialogo interreligioso. Nel documento, frutto di tre anni di lavoro, sono pubblicati l'insegnamento della chiesa sul dialogo interreligioso e una raccolta di 88 domande e risposte, che riflettono le numerose situazioni interreligiose del Giappone.

Al simposio, insieme all'arcivescovo di Nagasaki e al vescovo di Osaka, ha preso parte anche la saveriana Maria De Giorgi. È stata significativa la partecipazione di alcuni esponenti del buddhismo, dello shinto e delle nuove religioni, che hanno espresso apprezzamento per il documento e la volontà di farne strumento di riflessione anche nelle proprie comunità (p. Franco Sottocornola).

Testimoni del vangelo

• Suor Dorothy Stang: nessun processo. Rayfran das Neves Sales, il reo confesso dell'assassinio di suor Dorothy Stang, ha rinunciato al processo d'appello che si sarebbe dovuto tenere a Belém, in Brasile. L'omicida ha preferito evitare un nuovo dibattimento accettando la condanna a 27 anni inflitta in primo grado, quando aveva ammesso di aver ucciso su commissione per conto di due latifondisti, salvo poi scagionarli nel secondo processo celebrato nel 2007 e infine annullato.

Suor Dorothy fu uccisa mentre si recava a un incontro con alcuni contadini "senza terra" ad Anapu; da oltre vent'anni lavorava promuovendo progetti di sviluppo sostenibile in terre controllate da occupanti illegali nel Pará, una regione devastata dai conflitti ambientali.

• Escalation preoccupante. Anche il Papa nell'Angelus di domenica 13 dicembre ha ricordato l'uccisione in una settimana di quattro missionari in diversi Paesi dell'Africa. Si tratta di p. Daniel Cizimya (in Congo RD), p. Louis Blondel (in Sudafrica), p. Gerry Roche (in Kenya) e di suor Denise Kahambu (in Congo RD). "Sono stati fedeli testimoni del vangelo - ha detto il Papa - che hanno saputo annunciare con coraggio, anche a rischio della propria vita. Invito tutti a unirsi alla mia preghiera perché il Signore porti riconciliazione e pace".

Il numero dei missionari vittime di aggressioni è in aumento. Intimidazioni, minacce e rapine mettono sempre più a rischio il lavoro di chi ha un solo intento: portare il vangelo e aiutare i più bisognosi.

Una storia speciale

• Il crocefisso sul taschino. Padre Silvano Garello, missionario saveriano in Bangladesh, ha parlato in un'intervista all'agenzia "Fides" della sua ormai quarantennale esperienza di missione tra i non cristiani. "Mostrare alla gente il crocefisso non significa esibizione di fede, ma risposta plausibile alla grande domanda sulla sofferenza umana. Il piccolo crocefisso appuntato sul mio taschino mi ha accompagnato come missionario non solo in Bangladesh, ma anche in Nepal, Tibet, Cina e Russia. In molti casi è stato come una scintilla per instaurare un dialogo sul senso della vita. Quando la gente viene a sapere che Gesù Cristo è morto perdonando i suoi esecutori, allora percepisce meglio che Gesù è colui che espia il peccato del mondo.
Soprattutto i bambini vogliono toccare il mio piccolo crocefisso. Forse essi sentono il segreto desiderio che la sua mano si allunghi verso la loro. Il mio piccolo crocefisso, accompagnato da un sorriso, è il miglior biglietto da visita per presentarmi in una famiglia, in una scuola, in un ospedale o per intrattenermi con chi incontro per strada. Guardando me, vorrei che tutti volgessero lo sguardo a Lui".



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