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Missioni Notizie: Casaldàliga, Annuari 2005, Forum istituti missionari

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Mons. Casaldàliga s'è dimesso.

Sarà p. Steiner, francescano, a prendere il posto di mons. Pedro Casaldàliga alla guida della prelatura di São Felix nello stato del Mato Grosso in Brasile. “Il regno di Dio va avanti lo stesso e di questo non possiamo che essere contenti” - ha detto mons. Casaldaliga, che ha rinunciato all'incarico per limiti d'età (75 anni).

Nato nel 1928 a Barcellona, mons. Pedro è stato vescovo di Saõ Felix dal 1971. Critico nei confronti del regime militare brasiliano (1964-1985), è stato un esponente della “teologia della liberazione”, secondo la quale la povertà è un fenomeno globale che riguarda direttamente la fede e lo stesso messaggio cristiano deve essere ripensato a partire da questa prospettiva.

Mons. Casaldàliga si è dichiarato disposto a fare spazio al successore, sottolineando comunque la necessità di rendere più “partecipativo e fraterno” l'intero sistema di nomina e successione dei vescovi.

Padre Baldi a Misna. Cesare Baldi, missionario del Pime, docente di missionologia e teologia pastorale all'università cattolica di Abidjan (Costa d'Avorio) e giornalista, è il nuovo condirettore dell'agenzia missionaria MISNA. Nato a Galliate (Novara) 44 anni fa, p. Baldi nella sua diocesi ha svolto differenti incarichi: assistente della pastorale giovanile, coordinatore dei servizi Caritas per l'accoglienza, collaboratore del settimanale diocesano. È stato missionario in Ciad dal 1994 al 1998 e poi in Costa d'Avorio.

Non solo numeri

Annuario pontificio 2005. È stato consegnato al Santo Padre l'Annuario pontificio 2005. Dalla lettura del volume emerge che è cresciuto il numero dei battezzati: in Africa si registra l'aumento più significativo (4,5%). L'America, inoltre, raccoglie quasi la metà dei cattolici del mondo. Dei seminaristi di tutto il mondo, il continente che nel 2003 ha espresso il maggior numero di vocazioni è stato l'America.

La guida delle missioni 2005. Il cardinal Sepe ha presentato al Papa la nuova edizione della guida delle missioni cattoliche dopo l'ultima pubblicata nel 1989.

Tra le novità che si riferiscono al mondo missionario, ne rileviamo alcune. Oggi, a servizio della missione lavorano 85.000 sacerdoti, di cui 52.000 appartengono al clero diocesano, 33.000 sono religiosi. L'Asia è il continente dove opera il maggior numero di missionari, la loro attività è sostenuta da 28.000 religiosi non sacerdoti, da 45.000 suore e da un milione e mezzo di catechisti. La congregazione per l'evangelizzazione dei popoli ha sostenuto la costruzione di chiese e cappelle, oltre a finanziare attività in campo sanitario, educativo, ricreativo e sociale.

“Mi auguro - ha detto il card.Sepe - che questo volume sia uno stimolo per tutti a rinnovare il proprio impegno missionario. Gli effetti dell'evangelizzazione sono stati imponenti e prodigiosi, grazie a numerosi esempi di fede e carità che con la loro dedizione alla missione stanno scrivendo la storia della chiesa”.

Una storia speciale

Padre Severi, scampato allo tsunami. Padre Ferdinando Severi, missionario francescano originario di Cesena, da 35 anni in Indonesia e da 13 nella piccola parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Banda Aceh, ha raccontato la sua storia di sopravvissuto allo tsunami.

Quel 26 dicembre il sacerdote, che per alcuni giorni dopo il maremoto era stato dato per disperso, si trovava a Meulaboh. “Mi stavo avviando a piedi verso la casa di un cattolico ammalato, per portargli un piccolo dolce. Quando ho sentito la scossa mi sono gettato a terra e ho cominciato a pregare. Il terremoto è durato circa un minuto; mi sono rialzato e ho proseguito comunque la mia strada. Quindi mi sono diretto alla stazione degli autobus, intenzionato a tornare a Banda Aceh”.

Proprio in quell'istante l'acqua ha allagato la stazione, che dista circa un chilometro dal mare. “Insieme agli altri che si trovavano lì, ho cominciato a correre all'impazzata verso la città alta, poi siamo entrati tutti in una moschea e ci siamo riparati. Da lì vedevamo le strade invase dal mare e i cadaveri che vi galleggiavano. Dopo 3 o 4 ore siamo usciti e abbiamo cominciato a camminare nell'acqua”. Le giornate successive sono state per il missionario una tragica avventura. “Per 4 o 5 giorni ho dormito in case diverse, una volta in collina, un'altra tra le galline, perché l'abitazione era piena di gente.

Poi ho saputo che c'era un aeroporto praticabile a circa 100 chilometri da Meulaboh. Lì ho incontrato un cinese di religione buddhista che mi ha comprato vestiti nuovi e mi ha pagato il biglietto aereo per Medan”. Nella sua città il missionario ha trovato ancora tanta devastazione e morte.

Nell'area colpita dallo tsunami sono presenti e lavorano 650 i missionari italiani, tra religiosi e religiose.

MISSIONARI: ASCOLTO E PROFEZIA

Dal 31 gennaio al 4 febbraio 2005 ad Ariccia s'è tenuto il forum degli istituti missionari sul tema: “Missione senza confini. Gli istituti missionari in Italia tra ascolto e profezia”. Dal comunicato finale del forum.

Le missionarie e i missionari constatano la profonda trasformazione, la perdita di valori, il disorientamento e la mescolanza di varie culture e religioni nella società. Affermano la specificità della vocazione missionaria e la necessità di valorizzarla, partecipando all'unico cammino ecclesiale, in collaborazione con i centri missionari diocesani e con tutte le forze che si adoperano per costruire un mondo più giusto.

Le missionarie e i missionari italiani, in spirito di comunione e di corresponsabilità, si propongono di vivere la missione come profezia per:

  • essere uomini e donne di Dio, testimoni di una concezione religiosa della vita, fedeli alla propria identità carismatica, per affermare il primato di Dio;
  • essere uomini e donne capaci di una profezia fatta di piccoli gesti, di incontro, di ascolto, di riconciliazione e di accoglienza del diverso;
  • essere uomini e donne di frontiera, testimoni di una missione fino agli estremi confini della terra, che si incarna in scelte di vita e risveglia la passione verso quella umanità che resta ai margini;
  • essere uomini e donne di speranza, convinti che Dio guida la storia e chiama a essere strumenti di unità, di pace e di giustizia;
  • essere uomini e donne che sanno trovare modi e forme per continuare a conoscersi, scambiare esperienza, lavorare in rete per realizzare proposte concrete di cammini comuni.
Consapevoli della debolezza della loro fede e della povertà dei loro mezzi, si impegnano a vivere personalmente questa profezia e a coinvolgere le loro comunità, i giovani dei loro centri, dei movimenti e delle associazioni per trovare strade nuove di evangelizzazione.


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