Missione e preghiera: Maria, Vergine orante
Uno dei titoli più suggestivi dati alla Madre di Dio è "Maria, Vergine orante". Piena di grazia, Maria è sostanzialmente preghiera: "l'anima mia magnifica il Signore!". Davanti allo sguardo interiore della Vergine che, dopo l'annuncio, da Nazareth sale alla casa di Elisabetta, passavano tutte le generazioni d'Israele, tutte le vicende del suo popolo, tutte le schiere dei poveri e degli umili che avevano mantenuta viva la speranza della salvezza.
Il cuore di Maria, però, oltrepassava ormai tutti i confini delle nazioni e si faceva anelito di tutti i popoli, di tutti gli uomini, di ogni creatura. Cominciava la sua avventura di "Madre dell'umanità".
A Cana, infatti, Maria intercede per la gioia di una festa di nozze; giunta l'ora della prova estrema, ella rimane ai piedi del patibolo e lo stesso schianto del suo cuore è la grande supplica che dalla terra penetra nell'alto dei cieli, squarciando le nubi dell'angoscia umana. Perciò la sua figura di Orante rimane soprattutto quella ai piedi della croce, anzi, delle tre croci, poiché erano ormai tutte sue le croci degli uomini...
Ma lo strazio del venerdì santo diventa, per fede, trepido viaggio interiore verso il grido festivo dell'anima all'alba di risurrezione. E dopo il ritorno di Gesù al Padre, la Madre tiene i discepoli uniti in preghiera fino alla venuta della Potenza dall'alto promesso dal Risorto.
Maria nel cenacolo della pentecoste è l'icona della chiesa orante. Ella ci invita a lasciarci plasmare dallo Spirito, che ci santifica e ci rende adoratori di Dio.
Abbiamo bisogno di recuperare la dimensione dell'interiorità e tutti quegli atteggiamenti che costituiscono le premesse della preghiera: il silenzio e l'umiltà, l'ascolto-obbedienza, la fede e la costanza, il desiderio di Dio e l'ardore della carità. Maria ci prende per mano e ci insegna la strada della preghiera.
- di: m Anna Maria Canopi , osb - benedettineisolasangiulio@ngi.it








