Missionari come "angeli": I saveriani e i "fuori casta" in Bangladesh
Padre Mimmo è originario di Mola (Bari) e missionario in Bangladesh; attualmente è anche superiore dei saveriani in quella nazione. Ci ha inviato questo bel racconto, che volentieri pubblichiamo.
La ricostruzione in muratura della vecchia scuola dove negli anni '80 p. Pierluigi Lupi ha iniziato la sua presenza di animazione e sviluppo tra i rishi, i fuoricasta hindu della zona di Tala, è stata una bella occasione per fare il punto della situazione attuale dei rishi e del lavoro che i saveriani svolgono in quell'area.
Una luce che brilla
Padre Antonio Germano, saveriano originario di Duronia (Campobasso), ha organizzato un incontro per riflettere sulle attività che i missionari stanno svolgendo. Erano presenti vari ex studenti che vivevano con p. Lupi in quegli anni, 40 maestri, gli animatori e i saveriani p. Luigi Paggi, p. Giovanni Gargano, p. Sergio Targa e io.
Milon Das, un ex maestro e attualmente direttore di un'organizzazione non governativa per lo sviluppo dei rishi, ha parlato del suo lavoro che consiste nel sensibilizzare la gente e lavorare affinché anche in Bangladesh i rishi abbiano uno loro spazio politico. Ha aggiunto: "Grazie alla presenza dei saveriani, i fuoricasta della zona sono ora progrediti nel campo dell'istruzione scolastica e sono più consapevoli della loro dignità e dei loro diritti e doveri. Una luce è arrivata e brilla ora fra noi: grazie ai missionari che sono venuti, hanno vissuto con noi e ci hanno aperto gli occhi alla realtà in cui noi vivevamo, indicandoci poi la strada da seguire".
Tre obiettivi centrati!
Una donna rishi, animatrice di un programma per donne rishi, ha affermato che la presenza di p. Paggi, p. Lupi e degli altri saveriani succedutisi nel corso degli anni, li ha aiutati a uscire da una situazione di miseria e di oppressione in cui si trovavano. "Molti di noi oggi tirerebbero il risciò, se non ci fossero stati i saveriani".
Un'altra animatrice, prendendo l'esempio che le fondamenta di una casa in muratura sono più stabili e sicure di una casa fatta di fango, ha invitato a impegnarsi perché tanti altri gruppi di rishi lontani possano avere questo stesso diritto: "I missionari sono anziani; tocca a noi ora prenderci cura degli altri fratelli e sorelle rishi". Anche i musulmani hanno detto che se i saveriani non fossero venuti in queste zone, essi ora non sarebbero in una bella posizione: "I missionari hanno rivoluzionato il nostro mondo del villaggio".
Padre Paggi ha richiamato i tre obiettivi che hanno caratterizzato il suo lavoro negli oltre 22 anni di vita tra i rishi: dare la possibilità a tutti i fuoricasta di studiare; favorire l'integrazione del gruppo rishi con gli altri gruppi sociali; rendere coscienti i rishi della propria dignità e dei propri diritti.
Un lavoro che continua
Padre Luigi ha detto di aver trovato l'ispirazione per il suo lavoro in Gesù Cristo. Riferendosi ai comportamenti prevalenti fra i bengalesi, ha invitato i maestri a leggere e a conoscere a fondo i dieci comandamenti, norme di comportamento umano universali, e a curare soprattutto gli atteggiamenti della sincerità e dell'onestà reciproca, per far sì che le relazioni personali e sociali siano basate sulla fiducia e sulla stima, necessarie per costruire una società più forte.
Infine p. Luigi ha ricordato che, all'inizio della sua attività a Chuknogor, i maestri del programma di recupero scolastico erano tutti musulmani. Con soddisfazione e gioia ha constatato che ora invece il programma è completamente nelle mani di maestri rishi e a favore dei rishi. Tra loro ci sono persone che svolgono importanti mansioni sociali, come medici, avvocati e direttori di Ong che lavorano a sostegno dei rishi.
Tutti, a cominciare da p. Germano, ideatore e organizzatore della giornata, sono stati molto contenti del grande valore culturale che abbiamo vissuto con questo incontro.








