Messaggio dalle chiese: Ragazzi, non ditemi di no!
L'ultima e-mail che mons. Mazzolari ha scritto agli studenti di un istituto professionale di Arenzano (GE), che chiedevano come poter dare una mano al nuovo Sud Sudan.
Con l'indipendenza del Sud Sudan si sta rivelando una nuova identità per i giovani di questa nuova nazione. Un'identità dura e che li mette alla prova. Manca tutto e saranno loro a dover imbastire e cucire il futuro. Una sfida per cui sono stati formati da 22 anni di guerra e da un profondo senso di impegno a "non cedere" qualsiasi sia la sfida. Così hanno affrontato le elezioni e poi il referendum. Il mondo è rimasto sbalordito dalla loro sagacia e auto-determinazione.
La sfida della povertà e dell'ignoranza e della mancanza di sistemi sanitari, politici e sociali non li ferma.
Ferve in loro uno stimolo irresistibile di conquista e assieme ce la faremo. Vi presento questo miraggio reale perché il popolo del benessere, che siamo noi, accolga la tenacia del popolo sud-sudanese e l'accompagni rinnovando la sua possibilità di coinvolgimento.
Ho colto nel cuore dei giovani d'Italia, nello scorso giugno, un'ansia insoddisfatta di conoscere il mondo dell'Africa e di poter dare una mano. Credo sia un fenomeno da sviluppare. Non chiudete né la vostra mano, né la mente o il cuore al popolo nascente e sfidato del Sud Sudan. Assieme possiamo sviluppare il Paese e la vita del nostro villaggio globale con l'Italia e l'Africa in una stretta di mano.
Vi sfido. E non accettiamo un "no".








