Messaggio dalle chiese: La nuova alba spunterà
Il vescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, si è rivolto ai lampedusani. Ecco una parte del suo messaggio.
Grazie perché il vostro cuore continua a restare aperto a gente che vuole vivere; perché ancora una volta testimoniate che riuscite a non lasciarvi imprigionare dalla paura.
Immagino cosa significhi sentirsi soli, abbandonati e investiti da parole e da promesse a cui è sempre più difficile credere. Continuate a pagare - e non è giusto - quanto non si riesce a decidere nei palazzi di chi amministra la cosa pubblica. Non si possono tener chiusi gli occhi o fingere che solo la forza (il divieto) possa sortire l'effetto desiderato. I problemi dell'Africa sono problemi di tutti, così i problemi di Lampedusa e Linosa non sono solo vostri, ma di tutti. Di là c'è gente che vuole vivere, vuole mangiare, vuole riconosciuta la dignità e se, in quei paesi, si è arrivati a questo punto, può anche darsi che ci sia la responsabilità di chi si è preoccupato di colonizzare e creare rapporti vantaggiosi per noi, che siamo da questa parte...
Ma io vi parlo come vostro vescovo e non posso non prendere in mano il vangelo e ricordarvi che la nostra fede ci chiede atteggiamenti coerenti con ciò che crediamo. Ci chiede solidarietà, anche se questa comporta rinunce e rischi. Chiede giustizia, ma dice anche che il nostro cuore deve essere accogliente. Dio sta bussando alle nostre porte, ci sta facendo toccare con mano le miserie del terzo mondo per le quali tante volte abbiamo pregato.
Adesso è il nostro territorio ad essere interessato da una missione che passa attraverso l'accoglienza, il dialogo, l'integrazione, la capacità di scoprirli fratelli.
Che Lampedusa e Linosa diventino faro di civiltà, porta e luogo d'incontro e d'amicizia, spazio dove Dio e l'uomo possano ritrovare la gioia della passeggiata pomeridiana. Le vostre sono piccole isole ma, il vostro cuore sia grande, come quello di Cristo, grande come il mondo. E la nuova alba spunterà.








